Pescatori di anime

Il racconto di alcuni pescatori della zona che nel 2007 hanno già salvato tre persone, ma non a nuoto, bensì servendosi della lenza

«Quest’anno dev’essere già la terza persona che fra tutti salviamo». Così commentano, quasi rassegnati a non poter stare mai tranquilli, i tre pescatori che hanno assistito stamattina al dramma di una cinquantenne bustocca. Antonio Tronca (nella foto), Giuseppe Gazzo, Annibale Raimondi, sono tre habitué della pesca: il canale industriale (che alimenta le centrali di Vizzola, Tornavento, Turbigo), dalle acque rapide e limpide, è discretamente pescoso e molto frequentato in questa zona facile da raggiungere in auto. Ogni tanto però, invece che di pesci, agli appassionati della lenza tocca farsi, evangelicamente, pescatori di anime.

«Abbiamo visto arrivare la donna di colpo, non sapevamo quello che stava accadendo trecento metri a monte» spiega il signor Tronca. «Gridava aiuto, così le lanciato la mia lenza. Lei ha collaborato, si è aggrappata e piano piano siamo riusciti a trascinarla a riva, e con l’aiuto di tutti a farla uscire». Dopo un tuffo di vari metri in un canale freddo, profondo e dalla rapida corrente, la donna, descritta come piccola e leggera (per fortuna sua e dei soccorritori), tremava verga a verga.
Il luogo, verdeggiante, luminoso e di una pace incantevole, non fosse per il traffico pesante sulla vicina statale, è purtroppo frequente teatro di drammi accidentali e tentativi di suicidio. Questo ultimi spesso accadono di buon mattino, dopo notti d’angoscia. «Appena qualche mese fa abbiamo visto passare in acqua un’altra persona – raccontano ancora i nostri testimoni – ma in quel caso non c’era più nulla da fare, era già morta. Si era buttata più a monte del ponte pedonale». La corsa, per tutti, finisce alle griglie della centrale, dove i gorghi non perdonano.

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Salvataggio a Tornavento 4 di 7
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2007
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