Piazza Vittorio Emanuele, Porfidio: “Il Comune rispetti la volontà dei cittadini”

Il referendum sul contestato silos auto da costruirsi sotto piazza Vittorio Emanuele II si può fare, ma se anche il progetto dovesse essere bocciato, il Comune potrà non tenerne conto

Riceviamo e pubblichiamo

Il ritornello è sempre quello: “. .a che serve il referendum se poi il Comune può decidere ugualmente se fare o non fare il tanto contestato silos in piazza Vitt. Emanuele II “? Io credo che, a questo punto, stanno saltando i cardini della democrazia senza che qualcuno avverta il pericolo imminente! Ma come può un amministratore pubblico sostenere l’inutilità di un Istituto di democrazia diretta previsto dalla Costituzione e riportato nel nostro Statuto? Vista l’arroganza e la presunzione di chi ci governa, perché non hanno almeno il coraggio di sopprimere l’Istituto del Referendum dallo Statuto comunale evitando in tal modo di ingannare i cittadini con parole roboanti e senza significato? (questa si, è falsa democrazia!).

Se costoro non perdono occasione di far passare l’idea di essere spinti da ideali “democratici”, accettino almeno di correre il rischio di vedersi respingere dai cittadini proposte di intervento sul territorio da loro sostenute con tanta veemenza! Certo, gli Amministratori hanno già sostenuto l”esame” elettivo, purtuttavia il percorso del loro mandato non può sottrarsi al giudizio saltuario del popolo che li ha eletti; questa è l’essenza della democrazia partecipata, altrimenti rassegniamoci a non poter più esprimere opinioni contrarie rispetto al Potere costituito. Ecco perché, a mio avviso, sbaglia l’Amministrazione a non voler prendere in considerazione l’eventuale esito negativo del referendum; non c’è dubbio che la legge non impone al Comune di adeguarvisi (sic, consultivo!), ma è importante che i cittadini riflettano sulla considerazione tenuta nei loro confronti da chi ci rappresenta.

Forse a qualcuno sarà sfuggito, ma il referendum consultivo ha proprio questa funzione.

Vorrei, inoltre, rispondere ad alcuni interrogativi riportati polemicamente negli articoli di stampa di questi ultimi giorni. 1) Il regolamento sulla disciplina del referendum non può essere predisposto da chi l’ha proposto contro un atto dell’Amministrazione, per motivi di evidente conflitto di interesse, oltre al fatto che i Regolamenti dovrebbero essere predisposti dalle strutture interne all’Ente per la loro caratteristica di tecnicità e di tutela dell’interesse pubblico; l’obbligo di dotarsi degli appositi regolamenti incombe sull’Amministrazione comunale e non sui singoli consiglieri comunali o su terzi cittadini. Penso che il Presidente Speroni voglia convenire su tale assunto! “2) Siamo consapevoli, senza allarmismi, della necessità di raccogliere circa 2500 firme per poter indire il referendum; 3) Il costo del referendum è pari o inferiore a quello che i cittadini sopporterebbero in rapporto alle conseguenze urbanistiche negative se il silos venisse costruito; basterebbe rinunciare al progetto per risparmiare i costi della consultazione popolare! 4) Siamo ugualmente consapevoli che l’esito sfavorevole del referendum non obbligherebbe l’Amministrazione comunale ad adeguarvisi, purtuttavia dovrà assumersi pubblicamente la responsabilità “politica” di disattendere la volontà popolare; 5) La sospensione dell’inizio dei lavori è suggerita dal fatto che non si possono mettere in atto provvedimenti contraddittori, contrastanti tra loro, a meno che si dichiari pubblicamente che, comunque vada il Referendum ammesso, l’Amministrazione comunale se ne infischia a priori del suo esito perché non crede nell’Istituto di democrazia diretta e della volontà della maggioranza dei cittadini. In tal caso, i signori amministratori pubblici mi consentiranno di interpellare gli Organi Giurisdizionali per valutare la regolarità della decisione di avviare i lavori prima ancora che la consultazione popolare venga effettuata! Questione di razionalità e di salvaguardia del buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Un’ultima precisazione: diversamente a quanto asserito dal Presidente Speroni, ho già sollecitato più volte l’Aministrazione comunale, per iscritto, di mettermi in condizione di effettuare il Referendum senza aver ricevuto risposte esaustive; chi è interessato lo accerti.

Grazie

Audio Porfidio

Consigliere Comunale del Movimento “La Voce della Città”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2007
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