Ponteggi pericolosi: sequestro al terzo satellite di Malpensa

Contestate 78 diverse violazioni: 29 per rischio di cadute in vuoti non protetti, 25 relative alle attrezzature di lavoro, 14 alla viabilità interna

Lavoro nero e gravi violazioni di sicurezza in cantiere. Normale amministrazione, trattando di edilizia? Non proprio, visto che parliamo dei lavori per il cosiddetto "terzo satellite" di Malpensa. Parte del grande cantiere (per la precisione il lotto numero uno) è stato posto sequestro lo scorso 10 ottobre a seguito di un’operazione congiunta della Direzione provinciale del lavoro, del nucleo carabinieri ad essa funzionalmente legato, dell’Inps e dei militari del nucleo operativo provinciale dell’Arma. Cinque le persone fin qui denunciate: tre titolari di imprese coinvolte nei lavori, il coordinatore della sicurezza del cantiere e il responsabile dei lavori per il committente (cioé Sea). Il gip ha accolto subito la richiesta di sequestro del cantiere avanzata dal sostituto procuratore Giovanni Polizzi.

Il procuratore di Busto Arsizio Francesco Dettori (foto), ricordando che la sensibilità sul tema della sicurezza sul lavoro è in crescita anche grazie all’impegno dello stesso Capo dello Stato, riferisce di una «generalizzata situazione di mancato rispetto delle norme di sicurezza: un fatto inquietante perchè permane il rischio di incidenti gravi». L’intervento ha avuto luogo a seguito di una segnalazione diretta alla direzione provinciale del lavoro, che lo ha coordinato sotto la guida della dottoressa Angela Graziani. Come hanno sottolineato il maresciallo capo Andrea Cannella del Nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro di Varese e il tenente Commandé, comandante del nucleo radiomobile di Gallarate, il blitz ha richiesto un’accurata preparazione per impedire la fuga precipitosa dei lavoratori che spesso si verifica durante simili controlli, ma tutto è andato come previsto. Nel dettaglio, in cantiere sono state riscontrate e contestate non meno di 78 diverse violazioni, e precisamente 29 per rischio di cadute in vuoti non protetti, 25 relative alle attrezzature di lavoro, 14 alla viabilità interna in cui si mescolavano il passaggio dei mezzi meccanici e quello degli operai, 8 per rischio di seppellimento in scavi, due personalmente al coordinatore della sicurezza e al responsabile dei lavori. «Sono state violate normative datate ma efficaci, i DPR 547/55 e 164/56 sulla sicurezza nei cantieri, poi aggiornate ed estese dalla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro» dichiara il procuratore Dettori. «Abbiamo riscontrato vuoti non protetti anche di 20 metri, fino al piano seminterrato» riferisce il maresciallo capo Cannella, «e ponteggi costruiti artigianalmente, senza disegni piani di montaggi, senza basi fisse e ancoraggi, a rischio di rovesciarsi».

Non necessariamente rosea è anche la posizione contributiva degli operai, riferita dal caposervizio ispezione lavoro Luigi Rappa. L’esecuzione dei lavori era demnandata ad una vasta galassia di imprese con il consueto sistema di appalti e sub-appalti. Ben 30 aziende erano presenti al momento dell’ispezione, e 155 lavoratori sono stati ascoltati. Le loro posizioni sono in via di verifica, ma almeno due erano in nero: uno di loro, un 34enne ucraino, era per giunta clandestino, e ha già ricevuto il decreto d’espulsione. L’azienda che impiegava i due lavoratori in nero è stata sospesa e non tornerà al lavoro fin quando non avrà regolarizzato tutti i dipendenti. Inoltre vari dipendenti hannoi dichiarato di non aver ricevuto alcuna formazione specifica sulla sicurezza (violazione che sarà contestata), e vi sarebbero casi di violazioni sullo straordinario, con dipendenti che dichiaravano 8 ore di lavoro per poi svolgerne fino a 13. La richiesta delle aziende di dissequestrare il cantiere è stata accolta ieri, ma solo a condizione che vengano rimosse tutte le situazioni di pericolo segnalate, sotto lo stretto controllo degli ispettori. In pratica, per ora i lavori sono fermi, e occorrerà fare un po’ d’ordine prima di ripartire.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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