Poste al collasso mandano a casa gli utenti

Sei sportelli e quattro addetti. Lunedì mattina presente un impiegato: «Sono da solo, torni nel pomeriggio». Il direttore: «Situazione risolta presto»

«Torni nel pomeriggio, adesso non la posso servire». È quello che si sono sentiti rispondere lunedì mattina alcuni utenti dell’ufficio postale di Tradate, da tempo al centro lamentele da parte dei cittadini per le lunghe code che ogni giorno, nelle ore di punta, colpiscono gli sportelli.
Alcuni utenti, infatti, si sono recati in posta per ritirare delle raccomandante, portando con sé la ricevuta lasciata nella cassetta delle lettere dal postino, nella quale veniva indicato di recarsi all’ufficio lunedì mattina per il ritiro della missiva. Giunti allo sportello si sono sentiti rispondere: «Sono da solo e non posso servirla».

Nell’ufficio postale di Tradate vi sono sei sportelli e vi lavorano quattro persone. Mentre siamo in attesa di parlare con il direttore, gli stessi dipendenti, si dicono esasperati dalla situazione, ma non possono fare di più, servono altre persone. Il direttore della filiale di Tradate, che ci ha ricevuto parlando attraverso il vetro, ha spiegato che «si è trattato solo si un disagio di una ventina di minuti. Il secondo impiegato che sarebbe dovuto essere presente era malato e il tutto è durato il tempo di trovare una soluzione».
Alla domanda sul numero di dipendenti destinati agli sportelli, il direttore spiega che «A volte quattro persone sono tante, a volte poche, è normale. Ma non posso dire altro, se vuole chiarimenti parli con l’ufficio centrale di Milano».

Non è la prima volta che le poste di Tradate sono al centro delle cronache. In città c’è un altro ufficio postale, nella frazione di Abbiate Guazzone. Piccolo, di difficile accessibilità, senza parcheggio. Ufficio per cui da anni c’è in corso un botta e risposta con l’amministrazione comunale che da anni ha acquisito uno stabile, in via Dante, proprio di fronte a quello attuale, dove poter far trasferire gli uffici postali, anche in comodato gratuito. Ma dalle poste non arrivano risposte definitive: «Non vogliamo che si vada verso la chiusura di quell’ufficio – ha spiegato più volte il sindaco -, ci hanno risposto che gli uffici che abbiamo proposto non si adattano a loro. Gli proponiamo ora di usare i portici di fronte all’edificio che sono una grande open space. Più disponibilità di così non sappiamo davvero cosa fare».

Nonostante l’immagine di efficienza postale che passa sul piano dell’immagine a livello nazionale, le Poste Italiane a Tradate non sono quindi molto ben viste: «Non è la prima volta che le code sono lunghe – lamentano gli utenti -. Qui a Tradate ci sono sempre degli sportelli chiusi, ed essere mandati a casa quando ci si presenta come è scritto nelle ricevute, è inaccettabile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2007
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