Processo alle Streghe

Halloween va festeggiato o evitato? Si riapre anche quest'anno la polemica, innescata dalle parole del parroco di Masnago. Storia di un interminabile dibattito che potrete chiudere con il nostro sondaggio

"È la festa delle zucche vuote, non ha nulla a che vedere con la nostra cultura": con questa dichiarazione di don Giorgio Maspero (parroco di Masnago, Lissago e Calcinate) apparsa oggi sulla Provincia, si riapre lo stagionale processo sulla festa di Halloween.

L’accusa è chiara: Halloween non appartiene alla nostra cultura, essendo una festa chiaramente importata dagli Stati Uniti, sull’onda della globalizzazione.

Obiezione, vostro onore. Il vero Halloween, ovviamente, era differente, si trattava di una festa tribale meno commerciale. Di origini, udite udite, celtiche. In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell’estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti fine dell’estate (Sam + Fuin). A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal sacro falò curato dai Druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina di Tara. La difesa di Halloween quindi attacca: le origini celtiche vanno ricordate sempre, o solo in alcuni casi?

L’avvocato dell’accusa risponde in modo efficace: l’Halloween che festeggiamo oggi è puramente commerciale, non ha più nulla delle sue origini. Contrattacco: siamo veramente certi che anche il nostro Natale sia esente da questo male? Per le strade ci sono più alberi di Natale o più presepi?

Entra in aula, come testimone per la difesa, la sedicente esperta di psicologia. Questa festa, infatti, aiuterebbe i bambini ad esorcizzare la paura della morte, come le storie con il lupo cattivo in fondo. Colpo di scena, ci si gioca la carta del rispetto: i morti vanno rispettati, non devono essere confusi con gli spettri, e vanno onorati con le rispettive feste cattoliche.

Dolcetto e scherzetto o visite ai cimiteri? Magari tutte e due? Il processo non ha fine, ora la parola passa alla giuria popolare. Rispondete quindi al nostro sondaggio, oppure testimoniate in aula, scrivendo una lettera a redazione@varesenews.it.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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