Ragazzi “volontari” alla conquista d’Europa

Inaugurata la struttura destinata ai ragazzi stranieri ospiti del servizio volontario europeo. Gestito dal Cesvov, in due anni ha visto partire e arrivare una decina di giovani

«L’Europa è fatta, ora vanno fatti gli europei» parafrasando Camillo Benso, il direttore del Cesvov Maurizio Ampollini ha presentato il progetto "SVE" ( servizio volontario europeo) destinato ai giovani tra i 18 e i 30 ‘anni che vogliono fare un’esperienza di volontariato in uno dei paesi della UE, allargata, però, ad altri stati che ambiscono entrare, come la Turchia, o sono limitrofi, come la Norvegia.

Il servizio, a livello provinciale, viene gestito dal CESVOV che fa da intermediario tra i giovani stranieri aspiranti volontari e le associazioni o le istituzioni che abbiano un progetto da offrire: « Le prime ragazze sono arrivate a Varese nel 2005 – racconta Massimiliano Pavanello, responsabile SVE del Cesvov – e fino ad oggi ne sono arrivate cinque. Attualmente stiamo ospitando una Chee Mei, ragazza belga che, pur avendo finito il suo anno, proseguirà per altri dodici mesi per mettere in pratica le competenze acquisite proprio nei nostri uffici, mentre Iza, proveniente dalla Polonia, rientrerà nel suo paese dopo aver trascorso nove mesi a Varese lavorando anche all’Associazione di Malnate La Finestra e all’Informagiovani di Gavirate».

Chi arriva, o parte, per un’esperienza SVE è spesato di tutto: viaggio, vitto, alloggio, trasporti e un corso di lingua. In cambio offre la sua opera per un’opera concreta di volontariato: «Quando i ragazzi arrivano, valutiamo insieme i progetti disponibili e decidiamo la meta proprio in base all’attività che andranno a svolgere – spiega Massimiliano- Il successo dell’esperienza sta nell’incontro tra gli interessi del singolo e le offerte che abbiamo. I problemi più grossi che si incontrano nel far decollare un’esperienza simile sono: di tipo finanziario, perchè i progetti devono avere la copertura da parte dell’Agenzia del paese ospitante, e di tipo "emotivo" perchè i nostri ragazzi sono spesso frenati dalle famiglie, timorose nel lasciarli andare».

I giovani che arrivano a Varese trovano sistemazione in un appartamento del centro varesino messo a disposizione dallo stesso Cesvov: un trilocale che può ospitare fino a quattro persone, per le quali è stato allestito anche uno studio con connessione internet per mantenere i contatti con la propria casa. ( foto sopra)

«Io ho saputo di quest’opportunità parlando con un amico – spiega Elisa in attesa di partire per Istambul dove spera di poter proseguire un progetto di volontariato con i bambini disabili iniziato mentre stava svolgendo l’Erasmus. «Credo che lo SVE – commenta Emanuele - offra molte più occasioni di crescita di un Erasmus perchè ti catapulta nel mondo reale del volontariato, ti costringe a metterti in gioco, cosa che non sempre accade quando vai a studiare all’estero».

Per i quattro ragazzi italiani in attesa del biglietto, per la Spagna, per il Portogallo, per la Polonia, per la Finlandia, c’è la speranza di un’opportunità che cambi la vita: «È un’esperienza importante che ti aiuta a passare dall’infanzia, dal mondo ovattato della famiglia, all’indipendenza, aiutandoti a crescere e a migliorarti».

Tutte le informazioni sono reperibili all’indirizzo www.go4europe.it,, un sito realizzato interamente da Iza, la ragazza polacca di 26 anni, che, dopo nome mesi, il prossimo 15 ottobre tornerà a casa. Non senza rimpianti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.