Reguzzoni: “Se Bianchi non verrà qui bloccherò gli aerei Alitalia”

Il presidente della Provincia di Varese minaccia azioni di forza se il ministro dei Trasporti non chiarirà il futuro di Malpensa

«Basta, mi sono stancato del silenzio del Governo. Se Bianchi non verrà a Malpensa impediremo agli aerei di Alitalia di decollare». È un Marco Reguzzoni arrabbiato e deciso ad agire quello che, affiancato dagli assessori provinciali Claudia Colombo e Bruno Specchiarelli, minaccia di bloccare i velivoli della ex compagnia di bandiera. Il presidente della Provincia di Varese è partito da lontano, affermando che «Alitalia ha dimostrato negli anni di non essere interessata ad investire a Malpensa. Il nostro rapporto con la compagnia è difficile da tanto tempo, tant’è che noi non compriamo biglietti Alitalia da anni – commenta Reguzzoni -. In questi mesi ho affiancato la Regione, il Comune e la Provincia di Milano, lunedì ero con Formigoni per la firma del documento della Conferenza delle Autonomie, abbiamo fatto il tavolo di concertazione: Bianchi, che si dice comunista, è capace solo di dire che lo spostamento degli aerei sarà valutato dal nuovo management di Alitalia dopo la cessione. È una presa in giro, lui è il ministro dei Trasporti, l’ente che stabilisce le rotte d’accordo con gli altri stati. Ci deve dire cosa vuol fare di Malpensa, se vuole venderne la chiusura in cambio di altro». 

Si dice serio e intenzionato ad andare fino in fondo Reguzzoni, che si presenta in conferenza stampa senza fascia istituzionale blu «per motivi di opportunità, ma parlo a nome di tutto il territorio – spiega ancora -. Il Governo non può tacere in una situazione simile. Se Bianchi non vuol venire a Malpensa perché secondo lui c’è la nebbia, ce lo dica e lo dica a tutto il territorio. È l’ennesima richiesta che gli facciamo: venga qui e ci spieghi la posizione dell’esecutivo, lo deve fare e lo pretendiamo, altrimenti faremo come nel resto del mondo, dove una compagnia aerea insolvente non decolla. Bloccheremo gli aerei Alitalia, non l’aeroporto, e con noi saranno tanti cittadini e lavoratori che rischiano il posto». E proprio di questi e della situazione lavorativa nel territorio dello scalo parla Reguzzoni: «Alcune aziende hanno cominciato a mandare lettere di licenziamento, i sindacati sono in agitazione, migliaia di lavoratori rischiano il posto: parlo di lavoro direttamente legato all’aeroporto e dell’indotto – continua Reguzzoni -. Se Alitalia licenziasse solo i suoi 68 dipendenti a Malpensa, su 20 mila totali, non sarebbe un dramma, ma ci sono tutti gli altri, dal catering alle pulizie alla vigilanza. La Provincia non può gestire questa emergenza da sola, il Governo deve far sentire la propria voce una volta per tutte. Non è possibile che Alitalia non abbia mai assunto personale a Malpensa, che abbia un hangar in gestione ma la manutenzione degli aerei sia a Napoli: la compagnia è stata pagata dai contribuenti del Nord, come Malpensa del resto, per la quale non è arrivato un soldo romano. Il nostro è un grido di allarme, non vogliamo che Malpensa sia usata come pedina di scambio per altri discorsi che vanno sopra le nostre teste. Se Bianchi non verrà, salirò sugli aerei Alitalia e li bloccherò: come, dove e quando vedremo. Con me ci sono i sindaci del territorio e numerosi enti e associazioni: voglio risposte e le voglio in fretta».

«Occorre l’impegno comune di tutti i livelli istituzionali lombardi per la difesa del ruolo di hub di Malpensa. Basta sceneggiate – attacca Stefano Tosi, consigliere regionale DS -! Reguzzoni, infatti, dovrebbe ben sapere che l’ultimo  presidente della Provincia che minacciò di bloccare le piste fu il suo collega di partito Massimo Ferrario, nel 1997, per impedire l’apertura della nuova Malpensa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2007
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