Sdl: “Quando la finiamo di fare gli struzzi?”

Nota della segreteria regionale intercategoriale di Sdl sulla situazione nello scalo di Malpensa e sul futuro di Alitalia

Riceviamo e pubblichiamo 

Non è la prima volta che si legge come il Piano AZ  sia soltanto una scusa  per liberarsi dei lavoratori, che via AZ ci sono tante compagnie pronte ad entrare su Malpensa, che i lavoratori non dovranno  affrontare una crisi del Trasporto Aereo Nazionale ed in particolare del Nord Italia, che quindi i lavoratori, non devono farsi condizionare dal terrorismo psicologico, bla…bla… bla…          

Queste sciocchezze fanno eco a quelle dichiarazioni strumentali del teatrino di personaggi e partiti che, nel solito gioco Governo/ Opposizione, sostengono da una parte che ci sono centinaia di compagnie pronte a prendere il posto di Alitalia su Malpensa, dall’altra che non ci sono pericoli occupazionali in una zona ricca come il nord Italia, dove il posto di lavoro “te lo tirano addosso”, mentre sappiamo bene che il 60% del lavoro esistente su Varese e sull’ Alto Milanese è precario, che questa area economica è in crisi. 

In realtà un hub, seppure secondario, non può fare a meno di una compagnia globale, che abbia voli intercontinentali; questi sono impossibili da sostituire con qualunque compagnia Low Cost che, se arriverà, produrrà altro lavoro precario di basso profilo economico e peggiorerà ancora il livello dei diritti dei lavoratori.

Questo piano sbagliato sarà ufficializzato entro la metà di ottobre, non salverà la Compagnia e ridurrà l’intero T.A. nazionale ad un ruolo di servizio nei confronti delle compagnie straniere più forti:  si vuole trasferire i voli intercontinentali da Malpensa a Roma, questa decisione comporta la  riduzione di ulteriori 150 voli/giorno su Malpensa.

Chi ha capito le conseguenze di questa scelta sbagliata, sa  che il traffico si ridurrà di quasi 7 milioni pax, che questo comporterà la perdita per i lavoratori aeroportuali di Malpensa e per l’indotto di circa 7000 posti di lavoro, la crisi ed il fallimento di diverse aziende.  

Se è terrorismo psicologico mobilitare i lavoratori contro questo scenario, esporre la realtà dei fatti e lottare nella maniera più unitaria possibile per difendere il lavoro buono a tempo indeterminato, aiutare (anche chiedendo  quella stessa cassa integrazione che è stata data all’Alitalia, pur sapendo che sarà una sconfitta non già l’obiettivo principale, ma solo una temporanea tutela economica), che dire allora di chi spegne la volontà di lotta, dicendo che tutto è pretestuoso e che non si corre alcun pericolo?

Noi siamo convinti che se restiamo a guardare,  non ci sarà forza di tribunali, né di amici di partito, né di aziende che aiuteranno l’occupazione ed i diritti dei lavoratori. E’ molto più vero che alcuni giocano partite strumentali e di gruppo, che altri approfitteranno della crisi per aumentare ancor di più il precariato.

Per questo siamo per una mobilitazione immediata e generale dei lavoratori, gli unici che rischiano di pagare le peggiori conseguenze.   

Segreteria Regionale S.d.L. intercategoriale

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2007
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