“Se non mi pagano mi butto”: dopo l’assegno scende dalla gru

Un credito insoluto alla base della protesta di un piccolo imprenditore egiziano denunciato per procurato allarme

Non viene pagato e per protesta minaccia di gettarsi da una gru (le foto di questo articolo sono state inviate da un lettore). E’ un credito di 12 mila euro che vanta nei confronti di un committente la causa della protesta che nel pomeriggio di oggi, 8 ottobre, ha scatenato l’ira di un uomo che si è arrampicato a decine di metri su di una gru, a Busto Arsizio. E all’egiziano di 44 anni, titolare di un’impresa individuale, la “bravata” costerà cara: una denuncia per procurato allarme e per violazione di domicilio. Tutto si consuma in poco più di un’ora. Attorno alle 14.45 arriva al commissariato di Busto Arsizio una chiamata di allarme. Subito si allertano i soccorsi: partono tre unità dei vigili del fuoco, con tanto di “carro cuscini” e un’ambulanza del 118. La richiesta d’aiuto è stata inoltrata al 113 perché in un cantiere edile tra la via Vincenzo Cuoco e la via per Bienate, nella frazione di Sacconago, c’è un uomo che urla e minaccia di gettarsi nel vuoto. E’ un egiziano poco più che quarantenne residente a Sirmione, sul Garda: con la sua azienda ha eseguito tempo fa un’opera nel cantiere oggetto della protesta. A chiedergli di effettuare il lavoro un imprenditore albanese, che a sua volta ha ricevuto l’appalto da un’immobiliare di Busto Arsizio. Ma di soldi, l’egiziano, non ne vede da mesi: deve pagare, tra l’altro, anche i suoi dipendenti. Preso dallo sconforto e dalla rabbia, quindi, decide per il folle gesto.
Alla fine a convincere il quarantaquattrenne a scendere dalla gru ci ha pensato l’immobiliarista di Busto, che ha staccato di persona un assegno per pagare l’uomo, sceso dalla gru attorno alle 16 con tanto di fattura già pronta.
La polizia sta ora indagando per scavare nei rapporti fra l’appaltatore albanese e il collega egiziano. Sta di fatto che la brutta avventura si è comunque risolta con l’emissione dell’assegno, e con un paio di denunce. Nonostante l’imprenditore responsabile del gesto fosse piuttosto scosso dall’accaduto non ha necessitato di alcuna cura medica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2007
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