“Su Malpensa da destra solo demagogia e ipocrita propaganda”

Dura requisitoria di Osvaldo Bossi, dipendente SEA e membro della FILT-CGIL

Riceviamo e pubblichiamo 

Nel ribadire la mia completa appartenenza alla C.G.I.L., F.I.L.T. C.G.I.L., per l’esattezza, e nell’aderire allo sciopero di lunedì 22 c.m. (in 26 anni di SEA non ne ho mancato uno!), indetto da tutte le sigle sindacali, (mi sembra che anche il presidente SEA Bonomi sia d’accordo, chissà se anche lui si fa trattenere le quattro ore di sciopero) debbo ribadire la mia contrarietà nell’individuazione, da parte dell’assemblea delle RSU della scorsa settiman, e ribadita dall’assemblea dei lavoratori del 16 c.m. a Malpensa, delle responsabilità politiche che hanno permesso di fatto questo “flop” di Malpensa.

Sta passando, a livello lombardo, la demagogia della Lega e delle destre atte a nascondere le vere responsabilità di chi ha voluto e favorito “lo scempio” di Malpensa sulla base di localismi e la ricerca costante di conflitti per coprire le vere scelte di chi ha governato il Paese e di ha governato la Lombardia negli ultimi 10 anni.

Finalmente il governo sta affrontando la questione Malpensa come questione nazionale, la politica adottata in passato dalla destra va CAMBIATA!

Occorre intervenire sui costi di Alitalia, individuata come salvagente dei due hub di Malpensa e Fiumicino dai Governi Berlusconi, costi che sono stati scaricati sui contribuenti ( per non parlare di altre operazioni aziendali fallimentari poste a carico della Compagnia di bandiera);

Occorre uno sviluppo ordinato dell’aeroporto, la Regione Lombardia se ne è sempre disinteressata ed ha sempre rifiutato di produrre la Valutazione ambientale, VAS.

Per non parlare della Provincia di Varese, non rappresentata neppure nel Consiglio di Amministrazione SEA, che ha ignorato anche nei suoi strumenti urbanistici l’area di Malpensa.

Va affermato con profondo senso di responsabilità che l’incoerenza di una politica aeroportuale (un aeroporto in Lombardia ogni 50 chilometri) e la precarizzazione del lavoro sono l’eredità di decenni di deregulation.

NULLA DI TUTTO CIO’ viene detto, considerato o ribadito nelle assemblee dei lavoratori e ancor prima in quelle delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) volute da TUTTI (compresi gli “estremisti”, FLAI, COBAS e quant’altro, che hanno la pretesa che a rischiare siano sempre gli altri, i più grandi come la CGIL, e… non… loro!) , e..accettate di fatto…da pochi.

Malpensa è stata al centro di scorribande ed ancora oggi è oggetto di ipocrita propaganda.

Questa situazione va superata se si vuole davvero affrontare la crisi dell’aeroporto.

Gli impegni assunti al Ministero dei Trasporti riguardano una nuova politica aeroportuale nazionale in cui inquadrare lo sviluppo di Malpensa, la considerazione di Alitalia finalmente come azienda e non come “carrozzone”, impegni veri a tutela del territorio e per contrastare gli inquinamenti: si tratta di fatti positivi.

Accanto a questi l’impegno personale e politico del Ministro Alessandro Bianchi per la salvaguardia dell’occupazione a Malpensa.

La demagogia che ci propinano le Destre, che hanno gravi responsabilità, e gli appelli di personaggi buoni per tutte le stagioni come Bonomi Presidente prima Sea, Alitalia poi e …SEA ancora adesso, hanno fatto il loro tempo.

Ora piu’ che mai la lotta dei lavoratori, l’azione degli amministratori e la partecipazione dei cittadini sono risorse importanti per affrontare in modo nuovo lo sviluppo dell’aeroporto, superare la crisi, ripensare Malpensa nel QUADRO NAZIONALE.

Osvaldo Bossi
Lavoratore Aeroportuale SEA Malpensa
Membro direttivo FILT-CGIL Varese
Comitato di settore Nazionale FILT-CGIL

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2007
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