“Su quella strada ho rischiato la vita anche io”

Dopo l'incidente di Cantello diversi lettori sono intervenuti hanno voluto dire la loro

Pubblichiamo alcune lettere arrivate alla redazione di varesenews in seguito all’incidente avvenuto nella serata di giovedì 4 ottobre dove ha trovato la morte una giovane di 28 anni.

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Egregio direttore,

Sono una Vs. lettrice assidua, e innanzitutto volevo farVi i complimenti!
Ho appreso stamattina dell’ennesimo incidente a Cantello, io non passo più da quella strada dalla sera dove sono stata coinvolta in un incidente. Mi fa paura, piuttosto allungo ma non ho più voluto vedere quella strada.
Ho avuto un incidente circa 4 anni fa su quella strada, di notte, con una persona che nell’altra macchina sfrecciava a velocità sostenuta e che ha causato un frontale, stavo tornando da una discoteca, e ricordo ancora adesso tutto di quella terribile notte (l’ho vissuta fino all’ultimo e ne sto ancora pagando le conseguenze – non volevo più mettermi alla guida, non dormivo, e andavo avanti a Valium).
Non avevo bevuto, ma non sono molto sicura che l’altra persona nell’altra macchina fosse lucida.
Fortunatamente è andata bene, sono stata in cura, e ho ripreso tra mille difficoltà la mia vita da ragazza che ha in mente il lavoro e le serate a divertirsi sempre CON LA TESTA. Non ho mai bevuto e certo è che non inizierò a farlo adesso, non capisco cosa ci trova uno ad ubriacarsi per potersi divertire per poi mettere in serio pericolo altre persone oltre a loro.
Dopo un paio di mesi quando ho riniziato ad utilizzare la macchiana dovevo calcolare le ore di sole per fare in modo di essere a casa prima che facesse buio, mentre adesso se posso evitare di mettermi alla guida di notte lo faccio.
A tutt’oggi sono ancora dietro a far visite mediche e in tribunale per risolvere la questione burocratica cercando di guardare avanti, cercando non di dimenticare quello che è successo (fa parte ormai di me) ma metterlo da parte per vedere il sereno e non più la tempesta.
Volevo farle le mie più sentite condoglianze ai parenti della ragazza, anche solo con un messaggio volevo esserVi vicino.

Da una lettirice fortunata. 

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Buongiorno,
anche io ieri sera ero sul luogo dell’ incidente tra Cantello e Gaggiolo; il rottame dell’ auto purtroppo non lasciava presagire un lieto fine per la donna alla guida e questa mattina ho letto la notizia che speravo di non dover leggere.
L’incidente sembra essere stato causato, oltre che da un sorpasso azzardato, dal mancato funzionamento del faro anabbagliante sinistro, dando l’ impressione a chi sopraggiungeva dal senso opposto che si trattasse di una moto.
La donna forse era in ritardo, o non vedeva l’ ora di tornare dal suo bambino…ha commesso un’ imprudenza che le è costata cara. Troppo.
Forse su quella strada, per evitare questi tragici incidenti, basterebbero quelle linguette in gomma che separano i sensi di marcia, come sulla strada che dal semaforo di Stabio porta a Mendrisio. Forse sarebbe il caso di illuminare anche le strade extraurbane, dato che i volumi di traffico non sono più quelli di 50 anni fà…forse bisognerebbe rendere la segnaletica verticale visibile anche di notte, con opportuni segnali luminosi (ad oggi una rarità)…forse. Ho l’ impressione invece che le autorità e le amministrazioni pubbliche se ne freghino, scaricando le responsabilità sui pirati della strada di turno; al massimo nascondono autovelox per far cassa, recapitando il verbale a casa dopo 4 mesi.
Andiamo avanti così allora.
Roberto Carnelli

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Egregio Direttore,

ho appena letto sul vostro giornale la notizia della morte della ragazza coinvolta nell’incidente di Cantello di ieri sera.
Ho avuto modo di essere lì, di vedere le lamiere accartocciate, tornando a casa dalla Svizzera dopo una giornata di lavoro. Passo di lì tutti i giorni e, alla luce di questo tragico incidente (l’ennesimo), oggi con rabbia e dolore per una giovane vita spezzata mi chiedo se mai qualcuno interverrà per mettere fine alle folli corse e sorpassi che ogni giorno – OGNI GIORNO – vedo su questo tratto di strada.
Certo, la soluzione più ovvia e veloce sraebbe appellarsi al buon senso di ciascuno (che fretta potranno mai avere così tante macchine per azzardare sorpassi al limite del pensabile in un tratto così breve di strada?), ma siccome pare che molti automobilisti amino giocare d’azzardo giocando con le vite altrui (la mia, tra le altre), credo sarebbe opportuno intervenire: mettere uno spartitraffico di cemento in mezzo alle corsie in modo da impedire l’invasione della corsia opposta, mettere un rilevatore fisso della velocità che bastoni di multe così la gente comincerebbe a rallentare, insomma…queste sono solo 2 proposte buttate lì, però che si faccia qualcosa!
Ieri è toccato a una giovane mamma, domani? Passando di lì tutti i giorni, vorrei sentirmi maggiormente tutelata.
Grazie e sentite condoglianze ai familiari della giovane, di cuore.

Silvia Bralia

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Conoscevo Carola, si faceva chiamare così per abbreviare il suo
nome…Carolina.
Sempre solare, gentile e cordiale con tutti.
Purtroppo la vita è stata dura con lei, in un momento così bello per una ragazza di 28 anni, con famiglia e una bimba di appena 6 mesi che non  potrà più tenere fra le sue braccia.
Ciao Carola.
Cinzia De Paoli

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Dopo aver letto con rammarico la notizia del brutto incidente di Cantello, mi accodo alle proposte di installare dei separatori di corsia nelle strade pericolose della nostra provincia dove avvengono frequentemente incidenti a causa dei sorpassi. Trovo che siano la soluzione più semplice per limitare gli incidenti.
Mi auguro che questa richiesta venga considerata e accolta da chi di dovere, per la sicurezza di tutti.

Denise

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2007
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