Suocera e nuora, Goldoni in scena all’Apollonio

L'Apollonio festeggia il terzo centenario dalla nascita dell'autore veneziano con "La famiglia dell'antiquario". In scena lunedì 28 e martedì 29 ottobre

Suocera e nuora. Una coppia esplosiva che da sempre è la disperazione di tutte le famiglie, tanto da essere un classico dell’immaginario collettivo ripreso da letteratura, cinema e tv. Forse il primo esempio che vi verrà in mente è Quel mostro di suocera, film con Jennifer Lopez e Jane Fonda di due anni fa, ma per avere una divertente prova di rappresentazione dell’eterna lotta tra donne in famiglia si può risalire fino al 1749, anno della "prima" di La famiglia dell’antiquario di Carlo Goldoni. Sesta delle sedici commedie promesse dal commediografo all’impresario Gerolamo Medebach per il 1750, La famiglia dell’antiquario approderà a Varese con la regia di Lluìs Pasqual per due serate, lunedì e martedì, nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita dell’autore.

Carlo Goldoni, nato a Venezia nel 1707, è oggi considerato uno dei "mostri sacri" della cultura europea e un grande ambasciatore del teatro italiano all’estero. E’, soprattutto, il padre della commedia moderna: fu lui infatti a portare avanti la cosidetta "riforma del teatro" attraverso cui rimodernò la commedia dell’arte, una forma di spettacolo molto famosa all’epoca fatta di situazioni convenzionali e maschere fisse, da Pantalone ad Arlecchino, trasformandola in commedia di carattere. Da illuminista Goldoni credeva profondamente nel richiamo alla natura e nel confronto con la realtà quotidiana: per questo abolì gradualmente l’uso delle maschere, dando a ciascuno dei suoi personaggi una sua personalità, e sostituì lo stereotipato canovaccio con un copione vero e proprio.

La famiglia dell’antiquario è la commedia del conflitto: un conflitto che solo a una prima impressione coinvolge soltanto la suocera Isabella e la nuora Doralice, ma che in realtà testimonia i conflitti della società dell’epoca, con una nobiltà dedita ad attività inutili e improduttive (l’antiquario Anselmo si fa truffare di continuo e colleziona paccottiglie), ormai destinata al declino, e una borghesia sempre più in ascesa, impersonata da Pantalone con il suo piglio imprenditoriale.

La regia di Lluìs Pasqual, regista noto a livello europeo, cresciuto alla scuola di Giorgio Strehler e fondatore del Teatro Llure, il teatro sperimentale di Barcellona, sembrerebbe puntare a "mettersi nel respiro dell’autore". E’ lo stesso Pasqual ad affermare che «per me la più grande soddisfazione sarebbe che qualcuno alla fine mi chiedesse: ma tu che cosa hai fatto? Cioè che non si leggesse il segno della mia mano. La miglior regia che potrei mai fare è accompagnare il pubblico attraverso il testo e i personaggi dentro al respiro di Carlo Goldoni». Tra gli interpreti principali dello spettacolo, Eros Pagni, Virgilio Zernitz, Gaia Aprea e Anita Bartolucci.

Per saperne di più leggi la scheda sul sito del Teatro di Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2007
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