Svizzera, “sul contratto dell’edilizia l’Italia si faccia sentire”

La senatrice Pellegatta presenta un’interrogazione al Governo per la grave situazione dei lavoratori italiani dopo l’aboliziaone del Contatto Nazionale Mantello

Senza il Contratto Nazionale mantello i lavoratoiri italiani in Svizzera andranno incontro al peggioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza”. Lo dice la senatrice Maria Pellegatta che assieme al collega di Palazzo Madama Dino Tibaldi ha presentato oggi, 4 ottobre, un’interrogazione che presto arriverà sul tavolo dei ministri di Lavoro e degli Esteri. Oggetto del contendere: la soppressione, a partire dal primo di ottobre, del il Contatto Nazionale Mantello del settore edile, che regolava i rapporti di lavoro da settant’anni a questa parte. «Il C.N.M. (Contratto Nazionale Mantello) è applicato ai lavoratori edili svizzeri e ai lavoratori migranti tra i quali molti cittadini italiani frontalieri residenti nelle province di confine e cittadini italiani residenti in Svizzera esordisce al senatrice nell’interrogazione – . L’assenza del C.N.M può comportare una situazione di difficile applicazione degli accordo Bilaterali, dei controlli nei cantieri, il peggioramento delle condizioni di lavoro e delle condizioni di sicurezza. Per questo le Organizzazioni sindacali U.N.I.A. e SY.N.A hanno promosso il 22 settembre una manifestazione dei lavoratori edili che si è svolta a Zurigo, con l’adesione anche delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori frontalieri italiani».
A fronte di questo quadro poco incoraggiante l’interrogazione chiede ai due ministri “se non ritengano opportuno, nel rispetto delle proprie competenze e nell’ambito delle ottime relazioni che intercorrono tra l’Italia e la Confederazione Elvetica, manifestare alle autorità elvetiche viva preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di lavoro nel settore dell’edilizia, con particolare riferimento ai lavoratori italiani residenti in Svizzera e ai lavoratori italiani frontalieri, che puo’ comportare la carenza del Contratto Nazione Mantello ed i rischi conseguenti di dumping salariale”. Inoltre i due senatori domandano al Governo “se non ritengano utile e opportuno favorire e dare impulso alle attività delll’Ambasciata e dei Consolati italiani presso la Confederazione Elvetica di informazione ai lavoratori italiani e alle imprese italiane che operano o intendono operare in territorio elvetico, con particolare riferimento a quelle artigiane, sulle regole del mercato del lavoro e sugli accordi che conformano i rapporti tra Italia e Confederazione Elvetica”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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