“Terremoto alle spalle, si riparte dall’economia pulita”

Don Amborgio Cortesi, per anni sacerdote ad Angera ora parroco di Huacho, presenta il progetto di Tejesol: "Un segno del Perù che risorge dalla tragedia"

Dopo il terremoto, passata la paura, è arrivato il momento di darsi da fare. Don Ambrogio Cortesi, sacerdote che per molti anni è stato responsabile dell’oratorio di Angera e da alcuni è parroco della cittadina peruviana di Huacho, ci scrive per segnalarci un’iniziativa che ha in sè proprio questa voglia di ricominciare. Huacho è lontana dall’epicentro del sisma anche se le scosse sono state avvertite molto bene dai suoi abitanti e in molti sono partiti per portare degli aiuti alle comunità dove la terra ha tremato più forte. «Huacho – scrive Don Ambrogio – è una cittadina del Perú che difficilmente potete immaginare, con il suo porto, le spiagge ed il deserto che la circonda. In alcune oasi qui vicino nasce il giunco, verdissimo, che fa contrasto con l’aridità circostante». Questa pianta ha permesso alle donne artigiane dell’associazione Tejesol di giocare un’opportunità importante. Tejesol infatti significa “Tessiamo una economia solidale” quello che stanno cercando di fare le persone che hanno dato vita a questo gruppo di lavoro. Una cinquantina di persone provenienti da vari comuini della provincia peruviana che da alcuni anni lavorano il giunco per ottenere prodotti artigianali da rivendere sul mercato.

Questa attività è stata da stimolo per l’economia della cittadina e ha permesso alle artigiane di Huacho di migliorare la loro condizione economica e di ottenere un riscontro positivo per il loro lavoro. In occasione della veglia missionaria della diocesi di Milano, in programma il prossimo 20 ottobre, l’associazione ha confezionato diecimila portachiavi che saranno consegnate come ricordo e come segno di comunione tra i popoli. Nella stessa veglia, fra l’altro, riceveranno il mandato vari missionari in partenza per il Perú. La figura rappresenta un “huaco”, cioè un vaso antico di ceramica, come quelli che sono stati trovati a centinaia nella nostra località, segno delle nostre radici culturali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2007
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