Ticino: scarcerato il farmacista del caso doping

La Polizia Cantonale ha liberato Paolo Coduri. Ma su di lui pesa ancora l'accusa di aver diffuso centomila dosi di sostanze a sportivi italiani

Il Ministero Pubblico e la Polizia Cantonale comunicano che venerdì 12 ottobre 2007, in serata, il farmacista Paolo Coduri è stato scarcerato. Sono in effetti venute meno le esigenze istruttorie, segnatamente il pericolo di collusione, all’origine del suo arresto.
 
L’inchiesta, tuttora in corso in stretta collaborazione con il Farmacista cantonale, ha permesso sin qui di trovare conferma delle ipotesi di reato, vale a dire infrazioni ripetute alla Legge Federale che promuove la ginnastica e lo sport, truffa e falsità in documenti.
 
Per quanto attiene alla prima imputazione, la ricostruzione ancora in corso ha permesso di accertare vendite di prodotti ad uso dopante, segnatamente efedrina, per un quantitativo superiore alle centomila dosi, nonché complessivamente almeno 150 confezioni fra Eritropoietina, agenti anabolizzanti, ormoni e sostanze analoghe, sostanze vendute illegalmente siccome non sorrette da prescrizioni mediche. La maggiorparte di questi prodotti dovrebbe essere finita in Italia acquistata da sportivi non identificati.
 
In aggiunta per quanto riguarda il reato di falsità in documenti è stato accertato che determinate prescrizioni mediche, ad uso veterinario, sono state ripetutamente alterate al fine di ottenere prodotti a destinazione dopante.
 
Per quanto attiene al reato di truffa,è stato accertato che presso la farmacia di Paolo Coduri veniva praticato il sistema dei “buoni”; in pratica ai clienti non venivano consegnati determinati farmaci prescritti e regolarmente fatturati alle Casse malati; in loro vece venivano forniti altri prodotti, medicine o altro, il tutto per un ammontare ammesso pari a circa trecentomila franchi sull’arco di più anni.
 
Sono state inoltre costatate infrazioni alla Legge federale sugli stupefacenti riguardanti alcuni farmaci consegnati senza prescrizione medica, nonché un numero elevato di infrazioni alla Legge federale sugli agenti terapeutici, riguardanti altri farmaci, anch’esse ancora al vaglio degli inquirenti e del Farmacista cantonale.
 
Si precisa che l’inchiesta era partita da elementi raccolti in Ticino nell’estate 2005 ed ha poi incontrato la collaborazione della Procura della repubblica di Bergamo che aveva autonomamente avviato l’inchiesta Athena, di cui i mass media italiani hanno riferito ampiamente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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