Torna la tradizione della Grà con un carico da 600 chili

L'antico metodo di essiccazione delle castagne, molto usato nell'area insubrica, verrà rievocato in un paesino del Malcantone

Come una volta ritorna il rituale del Grà, ovvero l’essiccamento delle castagne. Domenica 14 ottobre
il Patriziato di Vezio procederà al carico della Grà. La grà del
Patriziato di Vezio è situata lungo il sentiero del castagno nell’Alto Malcantone, in zona
“cava”, e si accede in meno di 10 muniti dal ponte del Busgnone. La Grà (metato) è
l’edificio in sasso dove si fanno essiccare le castagne esponendole su graticci
ad un moderato calore e tenore di fumo. La grà verrà
caricata con ca. 600 kg
di castagne. Ecco il programma di domenica
14 ottobre: alle 10.00 inizia la
“consegna castagne”, alle 12.30 pranzo, alle 14.00 ci si appresta al carico della grà, segue pomeriggio
ricreativo, ore 15.00 accensione Grà. Lo scarico della
Grà, verrà eseguito, con l’ausilio delle scuole, martedi’ 6 novembre 2007 o in
caso di pioggia giovedi’ 8 novembre 2007.


L’essicamento delle
castagne ne permette la conservazione anche per molti mesi. Esistono due tipi di
grà o essicatoio o metato: la costruzione isolata soprattutto nel sopraceneri e
nel solaio della casa d’abitazione, soprattutto nel Sottoceneri. La costruzione è a
due piani. Sul pavimento del locale a pianterreno, in terra battuta, si accende
il fuoco. Sopra all’altezza d’uomo, si mettono le castagne su una stuoia, che
copre l’area di tutto il pavimento, fatta con rami e cortecce di giovani
castagno intrecciati, sostituita in seguito da lamiere di metalli bucherellate.


Per una buona
essiccazione occorrono calore e fumo e non fiamma alta. Il fuoco deve rimanere
acceso ininterrottamente per circa tre settimane e ogni tanto bisogna rimestare
le castagne. Per eliminate la buccia e la pellicola vengono tolte ancora
tiepide dalla “grà”, battute o pestate e poi pulite con il vaglio.
Si ottengono cosi’
le castagne dette “bianche” (i castegn da la grà).

Le castagne secche
conservano perfettamente il gusto saporito del frutto secco.
Si mettono a mollo o
il giorno prima, poi si fanno bollire lentamente per tre o quattro ore.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2007
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