Tre studenti dell’ISIS in viaggio negli USA

Il progetto Business Company School Bridge ha portato tre studenti negli StatiUniti: due settimane per iniziare a conoscere la realtà di un Paese diverso dal nostro

Due settimane negli Stati Uniti, una esperienza di confronto con una cultura diversa da quella europea. Protagonisti, tre ragazzi dell’ISIS, partiti proprio al termine del quarto anno, il 7 giugno scorso, per un breve soggiorno a Philadelphia. 

La breve permanenza negli USA dei tre ragazzi è stata resa possibile dagli sforzi congiunti dell’Istituto tecnico e della Fondazione Culturale gallaratese, attraverso il progetto Business Company School Bridge: “Un’esperienza interessante, da ripetere in futuro, che rientra nella tematica dell’alternanza scuola-lavoro che il nostro istituto cerca di rafforzare” spiega il preside Pierluigi Galli. Dopo lo stage dello scorso anno a Galatina, presso un reparto volo dell’Aeronautica Militare, gli alunni hanno avuto un’altra occasione per avvicinarsi al mondo dell’industria aeronautica: nel corso delle due settimane hanno infatti fatto visita alla sede di Philadelphia di Agusta-Westland. 

Il viaggio in America dei tre studenti non è stato però uno stage, né una vacanza studio, ma una opportunità per confrontarsi con la american way of life, per vedere da vicino gli Stati Uniti e per crescere. Così i ragazzi hanno visitato la sede Agusta e le strutture tecnologiche di archivio elettronico del tribunale locale, ma hanno anche condiviso con i coetanei americani i laboratori delle high school e dell’università Drexel e hanno convissuto con le famiglie (alcune di chiara origine italiana) che li hanno ospitati. “I laboratori delle scuole sono molto moderni, con un alto livello tecnologico” spiega Christian Rigon. “Però abbiamo anche scoperto che l’università è molto costosa, si pagano complessivamente 50.000 dollari l’anno tra tasse e alloggio” aggiunge Andrea Frascoli, che ricorda anche che “esistono molte borse di studio, in particolare legate allo sport, e molte possibilità di conciliare il lavoro con i corsi”. 

In fin dei conti la scuola italiana, magari più povera di mezzi, riesce ad ottenere risultati positivi, se confrontata con i livelli delle high school, l’istruzione secondaria a stelle e strisce: “la preparazione dei ragazzi era quasi a livello universitario per gli standard americani, tant’è vero che hanno avuto modo di confrontarsi attivamente e positivamente con il direttore del dipartimento di computer science della locale università” spiega Angela Romano, responsabile del progetto per la Fondazione Culturale gallaratese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2007
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