Turchia: continuano gli scontri con il PKK

Mentre sale il bilancio delle vittime, l'UE condanna pesantemente i terroristi, appoggiando il paese da sempre desideroso di accedere all'Unione

Proseguono le violenze nella provincia orientale di Hakkari, al confine con l’Iraq, perpetrate dal Pkk contro le autorità turche. Questa mattina le forze di terra turche sono sconfinate di circa 20 Km nel nord dell’Iraq per inseguire i ribelli. Dallo scontro sarebbero morti 12 soldati e 34 curdi.

Ankara ha rinviato un’incursione vera e propria, nella speranza di risolvere il problema diplomaticamente, anche con l’appoggio di Baghdad e Washington. Intanto, la presidenza del Kurdistan iracheno ha lanciato un appello ai ribelli curdi che si battono, da oltre 20 anni, contro lo stato centrale turco affinché mettano fine alla lotta armata. «Noi non accettiamo in alcun modo, in base al nostro impegno nei confronti della Costituzione irachena – si legge nel comunicato della presidenza -, l’uso del territorio iracheno, compreso quello della regione del Kurdistan, come base per minacciare Paesi vicini. Chiediamo perciò al Pkk di abbandonare la violenza e la lotta armata come metodo operativo».

Anche l’Unione Europea ha condannatto gli attacchi del Partito curdo: "La Turchia – ha affermato il commissario all’allargamento dell’UE Olli Rehn – continua a subire attacchi terroristici del Pkk, che è sulla lista delle organizzazioni terroriste dell’Ue. L’Ue condanna tutti gli attacchi terroristici e capisce l’esigenza della Turchia di proteggere i suoi cittadini. L’Ue e la Turchia sono impegnate nel rispettare la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale dell’Iraq".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2007
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