Uboldo al centro: «Andremo avanti, lo chiedono i cittadini»

La lista civica che governa la città, dopo i la sentenza del Tar che annulla il risultato elettorale, spiega la propria posizione

Stiamo assistendo in questi giorni al ridicolo teatrino della politica che si palesa sotto i nostri occhi. Due liste, guarda caso costituite da partiti, sono state escluse per due errori nella presentazione delle liste stesse. Al voto vanno due liste civiche e l’affluenza è del 61,1%, pari a quasi 5000 elettori su 8000. Tenuto conto che sono elezioni locali, lo scarto è spesso sempre maggiore rispetto alle nazionali per quanto riguarda l’affluenza che comunque, a livello provinciale nella tornata del 27-28 maggio 2007 si attesta sul 69%. Uboldo non si discosta perciò di molto.

Quindi elezioni vinte, elezioni regolari, ma il Centrosinistra ricorre al TAR. TAR che se ne infischia di un paese e dei cittadini, TAR che non guarda all’operato dell’Amministrazione e alla responsabilità dei cittadini, TAR che annulla le elezioni per un errore (e qui sta l’assurdo) di un organo suo, cioè la commissione mandamentale. Tuttavia essendo di primo grado, la sentenza è appellabile in secondo grado, cioè al Consiglio di Stato, anche perché l’unico reato di Uboldo al Centro oggi è quello di aver partecipato alle elezioni e di averle vinte.

D’altronde ci sono persone che hanno commesso omicidi che attendono i gradi di giudizio (e quindi anni) prima di andare in galera e una lista civica, democraticamente eletta, deve andare a casa per quale motivo? E chi ha votato? Non conta perché ha votato due liste civiche? Questo è lo schifo al quale stiamo assistendo in questi giorni, dove la cosa più grave è che realmente si vede che dei giudici possono passare sopra alla volontà popolare. E’ una cosa grave. Un Consiglio Comunale che rappresenta dei cittadini viene annullato da cinque giudici. E’ normale?

Inoltre il commissariamento in un Comune significa fermare tutto. Questo a scapito di chi? Dei cittadini, pare evidente. Non è perciò l’attaccamento alla “cadrega” paventato da qualcuno che tiene in vita quest’Amministrazione, ma la normale prassi giudiziaria: se il CSU ha fatto ricorso al primo grado di appello, per quale motivo ora non si può andare al secondo?   

Noi non disperiamo.

Abbiamo tanta gente che ci scrive, che ci ferma per strada, che ci incoraggia ad andare avanti. Non ci fermiamo perché siamo gente onesta e perché sentiamo il peso della responsabilità dei nostri cittadini a differenza di qualcuno lassù.

Questa è purtroppo l’Italia di oggi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2007
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