Uboldo, arriva il commissario prefettizio

Decisione della Prefettura dopo la sentenza del Tar che annulla le elezioni. Il centrosinistra: “Normale prassi”. Il sindaco Guzzetti: “Ci vogliono mandare a casa, chiederemo la sospensiva”

Elezioni sempre più vicine per il Comune di Uboldo. La prefettura di Varese ha infatti disposto oggi il commissariamento del Comune basandosi sulla sentenza del Tar che annullava le ultime elezioni comunali svolte lo scorso mese di maggio. Sentenza basata su un ricorso presentato dalla lista civica “Il centrosinistra di Uboldo”, già alla guida della città da 5 anni ed esclusa dalla competizione elettorale per non aver segnato la data di nascita del candidato sindaco nei documenti. Ora torna tutto in discussione, dopo che il 9 ottobre, il Tribunale ha dato ragione al centrosinistra che nel ricorso ha fatto nate anche come altre liste avessero commesso diversi errori non riscontrati.

Uboldo è un comune piuttosto “caldo” dal punto di vista politico, proprio per le diverse posizioni delle due liste avverse, Centrosinistra e Uboldo al centro (che ha vinto le elezioni) sul dibattuto svincolo Saronno sud. Progetto al quale, poco tempo fa, l’amministrazione guidata da Uboldo al centro ha dato parere favorevole dopo diversi mesi di lotta e contrarietà al progetto da parte della precedente amministrazione. Ora il commissariamento del Comune. A guidare la città sarà Annunziato Varde, il vice-prefetto vicario della Prefettura di Varese.

«Non ci stupiamo di quanto sta accadendo, era previsto dalla legge dopo la sentenza del Tar – commenta Giovanni Tavecchia del Centrosinistra -. È una cosa normale, ora bisognerà vedere cosa decide il Consiglio di Stato dopo il ricorso di Uboldo al centro». «Il ricordo è quasi pronto e ci aspettavamo la decisione della prefettura – commenta il sindaco Lorenzo Guzzetti -. Sicuramente chiederemo la sospensiva del commissariamento, ma ci vorranno almeno dieci giorni per avere la risposta. Intanto rimarrà il commissario prefettizio. Certo è triste constatare come qualcuno dall’altra parte che non la pensa come noi, stia spingendo per mandarci a casa. Noi non sappiamo ancora le motivazioni del Tar, la sentenza non ci è ancora stata notificata. Solo allora potremo presentare ricorso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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