Una notte dormendo per strada, al freddo e sotto i lampioni

Prima edizione gallaratese della Notte dei senza fissa dimora. Per condividere anche solo per poche ore la vita dei senzatetto, ma anche contrastare “una cultura ostile alla povertà”

Alla fine sono stati solo una quindicina a sfidare il freddo, dormendo in sacco a pelo all’ombra del campanile della Basilica. In più di un centinaio però, hanno partecipato  alla prima edizione gallaratese della “Notte dei senza fissa dimora”, organizzata dalla rivista Scarp de’ Tenis http://www.scarpdetenis.it/ e da Caritas Ambrosiana, nonché da varie realtà locali, dalle ACLI a Comunione e Liberazione e agli scout, dalla Caritas decanale al gruppo Impegno Missionario, fino a Exodus e al Banco per la famiglia.
Una serata per riflettere quella tra venerdì e sabato (19 e 20 ottobre)  e condividere –anche solo per una notte- la condizione di assoluta precarietà che molte persone –italiani e stranieri, giovani e anziani- vivono dopo aver perso il lavoro, la casa, gli affetti: una condizione raccontata dagli stessi senzatetto sulle pagine di Scarp de Tenis, la rivista sul mondo dell’emarginazione promossa da Caritas Ambrosiana e che coinvolge, nella redazione ma soprattutto nella distribuzione, decine di senza fissa dimora. 

Ad aprire la serata, dopo le note della banda, i saluti del parroco di S.Maria Assunta don Franco Carnevali, che ha parlato di “una serata di amicizia, di condivisione e di solidarietà”, e l’intervento del direttore di Scarp de Tenis Paolo Brivio: “L’iniziativa che proponiamo si inserisce nella Giornata mondiale contro la povertà, che vuole sollecitare gli Stati a contribuire agli Obbiettivi del Millennio http://www.millenniumcampaign.it/ per la riduzione della povertà stabiliti dall’ONU. Ma la povertà è anche tra noi: solo a Milano ci sono almeno seimila senzatetto: oggi è cresciuta la cultura ostile alla povertà –continua Brivio-, si arriva alla colpevolizzazione”. Facendo riferimento alla attualità recente, il direttore della rivista non ha nascosto critiche al mondo della politica e al modo di affrontare il dibattito sulla legalità e la sicurezza: “E’ un clima di ostilità che va combattuto: i poveri rischiano di non essere tutelati, né rappresentati dalla politica”.
Dopo gli interventi, poi, spazio ai giocolieri, ai canti, ai murales dipinti in piazza per raffigurare la “voglia di casa”; infine la preghiera in Basilica, con la presenza del vescovo vicario Luigi Stucchi, da sempre vicino alla “rivista di strada”, che viene proposta ogni domenica fuori dalle chiese di Milano e delle province circostanti. Poi, dopo mezzanotte, un gruppo di ragazzi è rimasto a dormire in sacco a pelo accanto alla Basilica. Al freddo, ma non sotto le stelle. Le luci artificiali della scintillante piazza-salotto sono più potenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2007
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