Univa: l’export cresce ma la produzione rallenta

Dopo le buone performance dei mesi precedenti i settori industriali hanno ridotto il ritmo di crescita. Bene il mercato del lavoro e i rapporti con l'estero

I mesi di luglio, agosto e settembre sono stati caratterizzati da profondi mutamenti economici sullo scenario internazionale. La crisi estiva del mercato del credito americano è stata senz’altro l’elemento caratterizzante dell’evoluzione congiunturale. I suoi effetti si stanno trasferendo all’economia reale a partire dalla situazione statunitense e con maggior gradualità a quella europea. Le imprese locali, almeno quelle legate al consumo finale, pur non essendo arrivate a scontare un effetto diretto hanno visto affievolirsi le prospettive di consumo delle famiglie in queste due aree. È da questa premessa che parte l’indagine congiunturale dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese relativa al terzo trimestre dell’anno.

Le ricadute più dirette sulla competitività e sulla produzione delle imprese in questo momento sono legate alla sopravvalutazione dell’euro nei confronti del dollaro. Il costo dei prodotti italiani sui mercati extra-Ue, dal 2001 ad oggi, è salito del 40% per il solo effetto del cambio nominale. Un gap che è sempre più difficile coprire con la sola ricerca di efficienza all’interno dell’impresa. Un ulteriore segnale di preoccupazione sperimentato con sempre maggior frequenza dalle imprese, inoltre, riguarda le distorsioni sui mercati di acquisto delle materie prime. Si tratta di fenomeni che le statistiche non riescono ancora a cogliere pienamente. Il sentiment del sistema produttivo locale, però, è che un euro forte al momento degli approvvigionamenti non comporti più vantaggi sicuri alle imprese. Solo teoricamente, infatti, il prezzo delle materie prime viene fissato in dollari. Il concentrarsi della produzione di materie prime e commodities in poche multinazionali fa sì che si pratichino sempre più spesso politiche di prezzo differenziate per aree geografiche, così che in Europa si fissa il prezzo direttamente in euro. Da qui la constatazione che il cambio non mette più al sicuro le imprese neppure dal lato degli acquisti. Con una perdita di competitività duplice: in entrata, come in uscita. A questi fenomeni, infine, si somma l’ulteriore rialzo nel prezzo del petrolio causato dalla scarsità di scorte americane e dal timore di tensioni in Medio Oriente. Al momento della redazione dell’indagine, secondo il The Economist Commodity Price Index, i prezzi delle materie prime sono aumentati del 20,3% (in dollari) rispetto ad un anno fa, il medesimo indice a marzo segnalava aumenti pari al 13,4%. 

PRODUZIONE PROVINCIALE: In ambito locale le rilevazioni dell’indagine congiunturale trimestrale indicano un rallentamento, in parte fisiologico, della produzione nel terzo trimestre rispetto al trimestre precedente. Circa il 50% delle imprese del campione ha registrato peggioramenti congiunturali ed appena l’11% ha dichiarato di aver aumentato il proprio livello produttivo. Il rallentamento è in larga parte dovuto ad un calo della produzione nel settore metalmeccanico, probabilmente legato anche a un ribilanciamento dopo le buone performance dei trimestri precedenti, in cui la quasi totalità delle imprese aveva registrato degli aumenti di lavoro. Pur all’interno di uno scenario che continua a presentare difficoltà strutturali e forti pressioni competitive, il profilo congiunturale del settore tessile appare più equilibrato. Il settore chimico e farmaceutico risulta essere meno dinamico che negli ultimi trimestri, la maggior parte delle imprese appartenenti a questo settore hanno registrato un calo nella produzione. Il settore delle materie plastiche non ha subito cambiamenti rispetto al trimestre precedente e si mantiene stabile. Sono invece migliori le aspettative produttive per il quarto trimestre 2007. Dopo il rallentamento fisiologico della pausa estiva, le attese produttive salgono. Mentre nella scorsa rilevazione solo l’8% delle imprese del campione si attendeva incrementi produttivi, nella rilevazione di fine settembre il 30% si aspetta aumenti, mentre quasi il 70% del campione pensa che i livelli di produzione si manterranno invariati e solo il 4% prevede un peggioramento. In proporzione i maggiori miglioramenti rispetto al trimestre precedente sono attesi nel settore tessile, mentre gli altri settori sono maggiormente orientati alla stabilità.

MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA: In tema di mercato del lavoro si è assistito a una riduzione del numero di ore Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Quelle autorizzate durante il terzo trimestre sono scese sotto quota 700 mila fermandosi a un livello poco inferiore rispetto allo stesso periodo del 2006 e quasi dimezzato rispetto al secondo trimestre del 2007 (-46%). Il settore tessile-abbigliamento concentra il 38% del totale delle ore autorizzate, il settore metalmeccanico il 46%, il settore della gomma-plastica l’8% e il settore chimico e farmaceutico il 2%.

IMPORT-EXPORT NEL VARESOTTO: Sono disponibili i dati del commercio estero in provincia di Varese relativi al primo semestre 2007. Si tratta di numeri che mostrano una tenuta dell’export a valore (+6,4%) a cui si è affiancata una bassa dinamicità dell’import (+1,8%), rispetto al primo semestre 2006. Le esportazioni hanno raggiunto i 4.409 milioni di euro e le importazioni sono ammontate a 2.973 milioni di euro. Il saldo complessivo relativo al primo semestre 2007 in provincia di Varese è aumentato del 17,4% a valore rispetto allo scorso anno, portandosi a +1.436 milioni di euro. In termini di composizione, il 65% delle esportazioni ha preso origine dal settore metalmeccanico, quasi il 10% dal settore tessile-abbigliamento, poco più del 10% dal settore chimico e farmaceutico e l’8% dal settore gomma e materie plastiche.

Sotto l’aspetto della dinamica, continua il recupero che ha portato la crescita dell’export del tessile-abbigliamento ad un +1,5% su base annua, a fronte di un rallentamento nella dinamica di crescita dell’import, passata dal +16,3% registrato nell’intero 2006 all’attuale -2,1%. Nel settore metalmeccanico le esportazioni hanno confermato una buona tenuta (circa +10%) e le importazioni hanno ulteriormente ridimensionato la loro dinamica (+5,5%). Il settore chimico e farmaceutico continua a manifestare un andamento dei flussi di commercio internazionale inverso rispetto alla naturale tendenza del settore: le esportazioni si sono contratte (-6%) e le importazioni continuano a crescere (+2,1%) dopo le diminuzioni del 2006. Continua la frenata nei flussi di importazione del settore gomma e materie plastiche che nel 2006 è risultata pari a un -13,5% e che nel primo semestre 2007 ha raggiunto un -23,8%. Per contro aumentano le esportazioni (+2,5%).

ANDAMENTI SETTORIALI

Settore metalmeccanico. Nel trimestre luglio-settembre 2007, si è verificata una riduzione nell’andamento produttivo: circa il 65% degli imprenditori ha registrato un calo nella propria produzione e solo l’1,2% ha dichiarato una crescita. Il fenomeno si deve leggere sia alla luce della stagionalità estiva, sia alla luce del fatto che sono già stati realizzati nel trimestre precedente ottimi recuperi produttivi. Migliora invece il profilo delle aspettative a breve, positive per il 23% degli intervistati rispetto al 6,9% dello scorso trimestre. Tuttavia la maggior parte delle imprese (75,2%) continua a prevedere stabilità. Peggiora il profilo del portafoglio ordini: il 58,6% degli imprenditori dichiara una flessione e quasi il 36% una stabilità. Subisce una leggera riduzione il numero di ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nel terzo trimestre 2007: 309.646 ore contro le 368.780 del secondo trimestre 2007.

Settore tessile-abbigliamento. Nel terzo trimestre 2007 continua a mantenersi equilibrato il profilo della produzione. Un terzo delle imprese ha aumentato la produzione, un terzo l’ha stabilizzata, un terzo ha assistito a un calo dei livelli. Migliora invece il profilo delle aspettative a breve con circa la metà degli imprenditori che dichiara incrementi e l’altra metà che non si aspetta variazioni né al ribasso, né al rialzo. Sotto il profilo del portafoglio ordini si ha un miglioramento complessivo, soprattutto sull’estero, dopo la contrazione del trimestre precedente. E’ diminuito del 56% il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria che nel terzo trimestre 2007 è stato pari a 256.963 ore autorizzate, contro le circa 589.285 del trimestre precedente.

Settore chimico e farmaceutico. Nel terzo trimestre 2007 è riconfermata la dinamica di crescita negativa nel settore chimico e farmaceutico dopo le buone performance del 2006. Peggiora infatti l’andamento della produzione, col 75% delle imprese che ha dichiarato un calo. Migliorano in parte le aspettative a breve: il 70% degli imprenditori si aspetta stabilità, mentre nel trimestre precedente il 65% prevedeva un peggioramento. Rimane pressoché invariato il profilo del portafoglio ordini, incentrato alla stabilità. Le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria autorizzate nell’ultimo trimestre hanno subito una forte riduzione attestandosi a 11.006 contro le circa 80.870 ore autorizzate nel secondo trimestre 2007.

Settore gomma e materie plastiche. Nel terzo trimestre 2007 il settore continua a presentare livelli produttivi stabili: il 91% del campione ha registrato un andamento invariato. Stabili anche le prospettive per il terzo trimestre 2007, così come per il portafoglio ordini. Nel corso del terzo trimestre 2007 l’ammontare delle Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria è stato pari a 52.482, contro le 83.236 del trimestre pecedenter

 

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2007
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