All’eXtrafesta una piccola storia d’integrazione

Centinaia le persone coinvolte nella festa animata dalle comunità di immigrati e dalle associazioni samaratesi. Con il ricavato si finanzierà anche lo sviluppo del commercio equo.

«Se la rifaremo? Garantito, replicheremo anche l’anno prossimo»: grande entusiasmo a Samarate dopo il successo della prima edizione dell’Extrafesta, momento di festa e incontro tra italiani e comunità straniere presenti sul territorio. L’iniziativa ha animato infatti per l’intera giornata di domenica i giardinetti di Verghera, in alcuni momenti davvero strapieni di gente di ogni nazionalità: senegalesi, ecuadoregni, albanesi, ma anche rumeni, cubani, peruviani e altre nazionalità dal sudamerica, dal Magreb e dall’oriente, oltre ovviamente agli italiani. La particolarità della festa stava soprattutto nel protagonismo degli immigrati, che hanno preso in carico l’organizzazione di molti momenti della giornata: «L’impegno delle comunità è stato davvero grande – spiega Rolando Fariselli di Sinistra per Samarate -, che hanno dimostrato grande capacità organizzativa ed entusiasmo». La comunità senegalese e quella ecuadoregna hanno pensato soprattutto al pranzo (apprezzatissimo), portando sotto il tendone dei giardinetti riso con pesce piccante (i senegalesi) e carne (i sudamericani). Senza dimenticare antipasti e dolci preparati dagli altri stranieri. Si sa, la cucina è sempre una buona via per scoprire il mondo; lo dimostrano i numeri, con oltre cento pranzi completi serviti, senza contare chi si è accontentato di un singolo piatto, a pranzo o a cena (si sono visti anche il sindaco Solanti e gli assessori Carlucci, Bossi e Rigato). Nel pomeriggio ballo a volontà, con africani e sudamericani in prima fila a trascinare tutti. «Nel complesso – continuano gli organizzatori – abbiamo coinvolto circa seicento persone nell’arco della giornata».

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Extrafesta 2009 a Verghera 4 di 12

La scelta di rendere protagonisti le comunità ha avuto successo: non è stato solo un momento di festa per gli immigrati, ma costruita dagli stessi stranieri. A coordinare la festa («ospitata negli spazi concessi dalla cooperativa  La Nazionale, che ringraziamo per la disponibilità») Sinistra per Samarate, le Acli e l’associazione Nizzy: «La festa è stata anche un momento che ha riunito associazioni con ispirazioni diverse  che convergono però sul porre al centro l’uomo» concludono gli organizzatori. «A Samarate – ricorda Tino Sartori – ci sono oltre mille extracomunitari su una popolazione complessiva di sedicimila persone. Eppure ancor oggi la loro presenza è negata, li si guarda spesso come estranei» . Forse è arrivato il momento di non considerarli più solo come persone da assistere, ma come cittadini che portano il loro contributo non solo all’economia, ma anche alla società italiana. L’Extrafesta offre un esempio: il ricavato della giornata (settecentoquaranta Euro) andrà alla Associazione Nizzy, che ha in progetto l’acquisto di un locale che ospiterà la nuova Bottequa (la bottega del commercio equosolidale samaratese), oggi in affitto in via Statuto. Insomma: i senegalesi, gli albanesi, i sudamericani di Samarate, Lonate, Gallarate, Somma Lombardo sostengono, attraverso il commercio equo, lo sviluppo dei Paesi del Sud del Mondo. Chiamatela solidarietà internazionale, chiamatela ricerca della giustizia. O consideratela solo per quel che è: una piccola storia di integrazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2008
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