“Allacciate le cinture”, le imprese scelgono la sicurezza

Sulle strade del Varesotto tremila incidenti all'anno. I dati sono stati presentati durante un incontro organizzato dall'Unione Industriali della Provincia di Varese

Non si può parlare di sicurezza sul lavoro senza contemplare la sicurezza stradale. A dirlo sono i recenti numeri sfornati dall’Inail. Dati che parlano chiaro. Delle 1.170 morti sul lavoro che si sono registrate in Italia nel 2007, 609, ossia il 52,1%, sono avvenute non all’interno di un’azienda o di un cantiere, ma sulla strada. Anche alla luce di queste cifre l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha organizzato questa mattina a Gallarate un incontro che si inquadra all’interno del ciclo “inFORMARSI”, corsi gratuiti per il personale delle imprese associate. Un appuntamento che ha visto come relatori esponenti dell’ACI Milano, dell’Inail e della Federazione Gomma-Plastica. Associazioni ed enti che, insieme alla Regione Lombardia, stanno portando avanti l’iniziativa “Muoversi in sicurezza”. Progetto volto a sensibilizzare le imprese sulla sicurezza stradale. Obiettivo: fornire alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di incidenti nel percorso casa-lavoro (i cosiddetti incidenti in itinere) o durante gli spostamenti effettuati per motivi professionali. Per trasferte o trasporto merci, per esempio.

Un nervo scoperto nel mondo del lavoro.

“Ogni giorno – ha spiegato Gianfranco Chierchini, consigliere delegato della società di studi e servizi Acinnova dell’Automobile Club di Milano – muoiono sulle strade italiane 17 lavoratori. 700 i feriti. Un costo enorme in termini umani e un costo sociale pari, ogni anno, a due manovre finanziarie”. Una realtà alla quale la provincia di Varese non fa eccezione.

Anche sul nostro territorio le strade sono un luogo pericoloso. Sia che ci si sposti per motivi lavorativi, che personali. Dei 46.173 incidenti stradali avvenuti in Lombardia nel 2006, 3.331 sono stati registrati nel Varesotto. Con un bilancio pesante: 60 morti e 4.552 feriti. “Al contrario di quano  si pensi – ha spiegato Chierchini – le strade più insicure non sono le autostrade, ma le arterie urbane”. Dove nello stesso periodo si sono contati la maggior parte degli incidenti: 2.286, per un totale di 3mila feriti. Quasi un bollettino di guerra.

Nel quale il fronte più pericoloso risulta essere la Strada Statale 336 dell’Aeroporto di Malpensa. Per quanto riguarda le cause, invece, i dati dicono che il 16,45% dei casi è da imputare alla velocità, il 21,81% ad una guida distratta, il 13,85% al mancato rispetto delle distanze di sicurezza.

“Gli infortuni sul lavoro che avvengono sulle strade – ha sostenuto Claudio Zanin dell’Inail di Gallarate – rappresentano un fenomeno drasticamente sottovalutato. In realtà dei 126 incidenti che abbiamo registrato nell’ultimo anno nei settori dell’industria e dei servizi, più della metà sono stati frutto di incidenti stradali”. Con una gravissima perdita di vite umane e danni incalcolabili sul sistema industriali. Eppure per fare opera di prevenzione, ha continuato Zanin, basta poco: “L’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte dei lavoratori, la manutenzione del parco veicoli, ad esempio”.

Così come il continuo controllo dei pneumatici. Un tema ques’ultimo, affrontato da Angelo Caldarini, dell’Area Economia Industriale della Federazione Gomma-Plastica, associazione di categoria aderente al Sistema Confindustria: “Da un’indagine risulta che nel 2001 il 40% dei pneumatici controllati sono risultati sottogonfiati, un dato salito nel 2006 al 52%. Il 5% della autovetture avevano delle gomme con pressioni addirittura pericolose”. Con conseguenze che vanno “dall’insicurezza di guida per un alterazione del veicolo e per una perdita di tenuta di strada, all’usura rapida e irregolare delle gomme”. E con, anche in questo caso, ha precisato Caldarini, “costi economici e sociali derivanti dall’aumento del consumo di carburante e un inutile danno all’ambiente”.

Il ciclo “inFORMARSI” torna domani mattina alle ore 9.30. In programma, sempre nella sede di Gallarate dell’Unione Industriali (Via V. Veneto 8/D), un incontro sul Reach, il regolamento della Comunità Europea che coinvolge tutti i produttori, gli importatori e gli utilizzatori di sostanze chimiche. Titolo: “Reach che fare? Siamo tutti utilizzatori a valle? Nel mondo Reach solo consumatori e distributori non lo sono”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2008
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