Amsc, il Pd chiede chiarimenti

I democratici sollevano dubbi su piano industriale e assetto societario.

Non solo l’urbanistica, ma anche il futuro di Amsc al centro del confronto tra Pd e amministrazione comunale. «In attesa di presentare le nostre proposte, prendiamo atto del fatto che le cifre date da noi non vengono contestate» spiega il portavoce Giovanni Pignataro, riferendosi in particolare al contenuto dei volantini che i democratici hanno distribuito in piazza sabato scorso, che richiamavano l’attenzione soprattutto sul deficit dell’azienda e che hanno provocato la reazione del presidente di Amsc Gioacchino Caianiello. «Non abbiamo nulla di personale contro la dirigenza, però vorremmo fugare i dubbi sulla gestione. D’altra parte, tirare in ballo una eventuale azione legale (ipotesi ventilata dal presidente di Amsc) è un modo per distogliere l’attenzione dai problemi dell’azienda» continua Pignataro.

«Il presidente di Amsc – sottolinea Pierluigi Galli – ha detto che non abbandona la nave nel mezzo della tempesta. Se la tempesta c’è, mettiamoci intorno ad un tavolo e discutiamo del futuro dell’azienda». La richiesta del Pd è soprattutto quella di chiarire il futuro dell’azienda in termini di piano industriale: «Siamo lieti che ci sia stato e sia in corso un dibattito pubblico in sedi istituzionali» sottolinea Marco Casillo (a sinistra nella foto con Pignataro) rispondendo anche all’intervento del presidente del consiglio comunale della città dei due galli, Donato Lozito. «Ma in consiglio comunale del piano industriale abbiamo parlato solo per una decina di minuti. E ai consiglieri è stato dato un summary del piano, che contiene solo generiche linee guida». Ma anche sui numeri permangono dubbi: «Nel bilancio di Amsc – sottolinea Pierluigi Galli – sono inseriti utili per 6 milioni di Euro, ma nel bilancio comunale del 2007 gli utili dell’azienda sono ridotti a 300mila. E nel 2008 la previsione è di soli 50mila. Il presidente dice che le perdite sono "in linea con il mercato", ma vorremmo capire cosa significa».

Altro punto contestato, l’assetto interno al gruppo: «Ci dicono che tutte le società sono previste dalla legge. Ma sono gli stessi consulenti nominati da Amsc a sottolineare che l’assetto societario va rivisto, anche perché non tutte le società sono derivate da obblighi di legge, la costituzione di alcune è stata una libera scelta».

La risposta del Pd viene all’indomani della conferenza stampa di Nino Caianiello, alla presenza del sindaco Nicola Mucci e dell’assessore Massimo Bossi. Una circistanza poco gradita al Pd: «la presenza di altri esponenti di Forza Italia estranei alla società segnala una confusione tra politica e azienda. Esattamente quella confusione che non si vorrebbe mai avere, le municipalizzate sono state trasformate in s.p.a. proprio per questo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2008
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