Attentato a Farioli, proseguono le indagini

L'incendio all'auto del sindaco è considerato dalla Procura un atto grave che merita la giusta dose di approfondimento senza clamori

La Procura di Busto Arsizio e il pm Luca Gaglio proseguono nell’indagine per stabilire le responsabilità in merito all’incendio dell’auto del sindaco Gigi Farioli. Sottoposti indubbiamente a grande pressione perchè si giunga sollecitamente alla verità, in primis cercano di far calmare le acque sul fronte mediatico. L’atto è stato considerato grave dallo stesso Procuratore capo Francesco Dettori, preoccupato dall’eco sulle indagini di ogni dichiarazione pubblica: è il momento della prudenza, più che mai. Né risulta accettabile far passare il messaggio che è possibile bruciare un auto in pieno giorno rimanendo impuniti, per di più se si tratta del’auto del sindaco di Busto Arsizio. La giustizia è uguale per tutti, ma una cosa è certa, l’uomo non la passerà liscia: la Procura è sulla pista giusta ma il motivo del gesto dovrà essere acclarato, per quanto possibile, in maniera da non lasciare zone d’ombra.

Al momento le indagini vertono ancora sui filmati delle videocamere installate in piazza Noè da qualche anno proprio dall’amministrazione comunale e proprio per aumentare la sicurezza.Il numero di targa dello scooter che si è avvicinato all’auto di Farioli risultava illeggibile ma il resto delle informazioni estrapolabili dalle immagini ha dato buoni elementi, mentre ancora non è chiaro cosa pecisamente l’attentatore abbia usato per far partire le fiamme. La Procura, infatti, non conferma che sia stata una molotov (l’arma più "ovvia" per queste azioni) a fare da innesco. Il secondo punto di forza delle indagini è il già citato reperto prelevato sul luogo dell’incendio per capire se ci sono tracce di Dna dell’incendiario utilizzabili.

Il sindaco appare tranquillo e resta ottimista sull’arresto del responsabile in tempi brevi. Nessuna pista viene esclusa dal magistrato, estremamente cauto e riservato, ma si cerca il responsabile tra persone (potrebbero essere più di uno) che avrebbero agito in maniera premeditata, non si sarebbe di fronte al gesto isolato di un folle. In situazioni come queste non si escludono comunque sorprese a breve.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2008
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