Auto bruciata a Farioli, arrestato pluripregiudicato

È Ignazio D'Albano, 50enne residente in città e proprietario del Lory's Bar di piazza Noè di fronte al quale era posteggiata l'auto. Dati i precedenti, non gli sarebbe potuta essere concessa la licenza d'esercizio

Il cerchio sul caso dell’auto incendiata al sindaco Farioli si è chiuso. Stamattina è stato arrestato Ignazio D’Albano, 50enne pluripregiudicato, residente in città, nonchè proprietario del Lory’s Bar di Piazza Noé.  Per lui l’accusa è di danneggiamento seguito da incendio (art. 424 c.p.).
Non aveva fatto molta strada l’uomo per dare fuoco all’auto del sindaco, che gli era stata parcheggiata esattamente davanti alla vetrina (la quale oggi reca un bel "vendo bar").
La vicenda è stata riassunta in conferenza stampa dal Procuratore Francesco Dettori (nella foto), dal vicequestore Francesco Scalise e dal dirigente della Squadra Mobile di Varese, Franco Novati. Dietro al gesto dell’uomo c’era la prospettiva di non vedersi concedere la licenza d’esercizio, dati i suoi vecchi precedenti penali per furto, rapina, ricettazione e spaccio di stupefacenti. Nessuna comunicazione formale da parte del Comune, ma ufficiosamente qualcuno aveva fatto presente il "piccolo problema". Il pregiudicato, visto il sindaco scendere dalla sua Bmw davanti alla sua vetrina, ci ha visto nero e si è vendicato nei confronti del Comune a modo suo.

Gli inquirenti lo tenevano d’occhio già da domenica, come confermava oggi il procuratore Dettori. Solo la volontà di ultimare ogni riscontro ed escudere ogni mandante o "terzo livello" di sorta. Il Procuratore si è rivolto alla stampa  dicendo che svelare il ruolo della telecamera di sicurezza, la cui esistenza era peraltro ben nota da tempo, avrebbe potuto «pregiudicare seriamente l’indagine». Non si volevano scoprire prematuramente le carte: «Sapevamo chi era l’autore, ma non doveva essere detto: del resto l’incendio dell’auto di un sindaco non è un fatto normale».
Il filmato della telecamera di sicurezza di piazza Noè era in effetti la prova principe: vi si vedeva, ha spiegato Dettori, il D’Albano arrivare in scooter per aprire il bar alle 7,30 circa, poi intorno alle 11,30 uscire, armeggiare davanti all’auto parcheggiata. Quindi la fiammata. Le persone viste fuggire erano alcuni testimoni che  hanno confermato quanto visto alle autorità e sono del tutto estranee all’accaduto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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