Auto del sindaco bruciata, l’avvocato chiede la scarcerazione di D’Albano

Il legale dell'uomo indicato come l'incendiario sostiene che non sussisterebbero più le esigenze cautelari. "Nessun malanimo verso il Comune: il bar era in vendita da tempo"

Sarà interrogato lunedì di fronte al gip del tribunale di Busto Arsizio Ignazio D’Albano, il 50enne arrestato giovedì mattina quale responsabile dell’incendio doloso dell’auto del sindaco Gigi Farioli. A difendere l’uomo è l’avvocato Edoardo Polerà, che chiderà, annuncia, «in ogni caso» la scarcerazione dell’assistito. «A nostro parere non sussistono le tre classiche condizioni per il mantenimento della misura: i rischi di ripetizione del reato, inquinamento delle prove, fuga. Se avesse voluto fuggire, il mio assistito avrebbe tentato di farlo prima dell’arresto. Poi è una persona che vive in un contesto familiare normale, è sposato». La moglie a sua volta naturalmente lo difende a spada tratta attraverso il legale. «Per la signora non c’era il motivo che è stato detto circa la licenza del locale. Il bar era stato posto in vendita fin da ottobre, l’incarico era stato dato a un’agenzia». Addirittura, il D’Albano non avrebbe alcun malanimo verso il Comune secondo l’avvocato, anzi, «è stato aiutato economicamente ed è riconoscente per la casa popolare». Oltre, aggiunge, ad «essere stato danneggiato a sua volta» dall’accaduto – la citata denuncia presso il commissariato per i danni (minimi) alla vetrata. Eppure quello nelle immagini della telecamera di sicurezza per gli inquirenti era proprio lui. Anche sui precedenti penali Polerà minimizza: «Il mio assistito aveva piccoli precedenti, remoti nel tempo e di scarso allarme sociale». In ogni caso l’avvocato chiederà di rimettere in libertà D’Albano: al gip la decisione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2008
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