Bossi alle Iene: “Il mio successore? Sceglierei Maroni”

Il Senatur parla a tutto campo in un'intervista concessa ad Enico Lucci e incorona il ministro degli Interni come futuro leader del Carroccio

«Maroni è quadrato, potrebbe essere lui il mio successore». Umberto Bossi intervistato a tutto tondo dalla Iena Enrico Lucci si sbilancia sul futuro della Lega Nord, indicando nel ministro dell’Interno il possibile nuovo leader del Carroccio. Un Bossi pragmatico e lucido che parla di governo, famiglia, federalismo, alleati e rivali politici. Tra gli spunti più salienti quello della successione, argomento scottante e d’attualità soprattutto dopo la malattia del Senatur (affrontata nell’intervista con discrezione, Bossi ha detto di aver avuto paura di morire, ma di aver superato i momenti difficili), che ciclicamente torna d’interesse. Bossi ha parlato di Cina, di Iran, di Georgia, dei capi di Stato stranieri («voterei McCain alle elezioni Usa»), dei rapporti alterni nel tempo con Berlusconi. Alla domanda: “Come definiresti Berlusconi?”, il numero uno dei padani ha risposto secco «Ricco», apprezzando poi in domande successive alcune delle riforme del governo, come quella della scuola e l’abolizione dell’Ici. Veltroni? «Coraggioso, la sinistra ha salvato alcune cose del comunismo, non tutte negative», anche se un’alleanza al momento non è in discussione. Sul futuro della Lega, Bossi ha detto di essere ancora lui «il vero fucile», affermando che al prossimo congresso verrà messa ai voti anche la mozione che prevede la fine del movimento una volta raggiunto l’obiettivo del federalismo, stella polare del movimento che se non venisse raggiunto potrebbe portare ad un “patatrac”: «Alla storia italiana la Lega lascerà il cambiamento della Costituzione, abbiamo dato una coscienza a tutto il nord, di una propria identità». Tra una tirata d’orecchie a Borghezio per la sua “gita” a Colonia alla riunione dell’estrema destra europea ed un complimento a Calderoli definito «efficiente», Bossi ha parlato anche del suo passato a Cassano Magnago, quando aiutò la sinistra del paese a raccogliere fondi per il Cile, e di sua nonna socialista, definendo Matteotti «il miglior politico italiano del ‘900» e la Lega Nord «liberista, ma anche socialista». Il dopo Berlusconi per il Senatur sarà solitario, con la Lega Nord che si presenterà da sola alle elezioni. Tra le cose dell’Italia che piacciono di più a Bossi c’è il Po, tra quelle che odia «quando vai all’estero e ti trattano male». Il Paese meglio governato del mondo? «La Svizzera, perché i cittadini su qualsiasi legge possono fare un referendum».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2008
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