“Busto è un paesone mal cresciuto”

Di Greta Tessaro

Gentile Direttore,


da bustocca (dopo tanti anni che vivo qui, mi ritengo tale) mi si stringe il cuore nel vedere come possa essere triste Busto in certi suoi quartieri maltenuti, ignorati, ai margini dei pensieri di chi ci amministra, lestissimo a ricordarsi di noi quando c’è da incassare le imposte.
Due fotografie prese al volo una mattina d’ottobre, un angolo di un parcheggio che sembra frammento di una remota  zona industriale, con una povera pianta malconcia, ultima superstite di quattro che erano state lì messe a dimora, ostinatamente attaccata ad una vita, sia pure vegetale, che forse ambiva ad altri spazi, e per la quale, forse, una pietosa eutanasia sarebbe una liberazione.

Ma sa, invece, dove si trova quel luogo così malinconico? Lungo Viale Lombardia, a forse mille metri, millecinquecento, dal centro città, sempre così coperto d’attenzioni, coccolato d’interventi per abbellirlo. Certo, lì abitano i ricchi, quelli che d’imposte ne pagano tante, quando non riescono ad evaderle s’intende, lì ci sono le banche, le assicurazioni, il prevosto, ci mancherebbe che non si voglia concedere loro un po’ di attenzione, che diamine. Ma che la boria bustocca si sgonfi appena attraversato il viale Duca d’Aosta o la via Quintino Sella, e Busto si mostri per quel paesone mal cresciuto che è, mi creda Direttore, fa male, molto male.

Tristissimi saluti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2008
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