“Cai si sviluppi, ma non a spese degli aeroporti che hanno già dato”

Nota SdL Intercategoriale - Segreteria Regionale Trasporti

Riceviamo e pubblichiamo 

CAI, come la fenice mitologica, rinasce dalle ceneri dell’Alitalia. Questo è parzialmente vero, perché sono i capitali pubblici ad essere inceneriti per pagare i debiti e l’accompagnamento per sette anni dei lavoratori, buttati fuori per ottenere una società che garantisca  profitti alla cordata formata da quei capitani della Confindustria, che, mentre si fanno araldi e sbandieratori  del liberismo e del privatismo, chiedono di essere protette e non disdegnano affatto di prendere a piene mani denaro da quello Stato che demonizzano.

Fin qui banalità risapute, niente di nuovo nel sistema economico attuale: i debiti sono pubblici, i profitti sono privati.

Si realizza così una compagnia leggera che, senza l’intervento di un partner internazionale solido rischia di fallire in poco tempo.

Il Governo regala a questa cordata condizioni mai viste: scarico di responsabilità passate e future, la valutazione fatta in casa dei beni e del valore di Alitalia ed il silenzio dell’Antitrust.

Si sa, però, che l’appetito viene mangiando e così i “capitani coraggiosi” mettono sul piatto anche la spada dei vincitori/ricattatori: un contratto di 120 pagine che anticipa al peggio il confronto che è in corso con  CGIL-CISL-UIL, cioè la modifica della contrattazione nazionale e dei diritti sindacali. Questa ultima pretesa, però, scopre troppo le carte e fa saltare i nervi anche a chi, tutto sommato, si renderà disponibile in cambio di qualche favore.

Abbiamo paura che la voracità dei capitani confindustriali non sia finita a questo punto e già circolano voci che si pretende una riedizione dei famigerati “Requisiti di Sistema”, un curioso modo di dire che significa una riduzione dei diritti e delle tariffe aeroportuali. Ci rendiamo conto cosa può significare questo per i principali aeroporti italiani ed in particolare per la SEA?

I lavoratori del Trasporto Aereo lombardo sono stati particolarmente vicini a quelli di Alitalia; hanno capito il dramma che stavano vivendo in quanto lo hanno e lo stanno ancora vivendo: cassa integrazione, mobilità e licenziamenti, precari da garantire perché non siano dimenticati, grave incertezza per il futuro delle loro società. Tutto questo ci permette di dire  che non accetteremo un ennesimo regalo ai “coraggiosi” sulla pelle di altri lavoratori:

 “Giù le mani dalle tariffe, i lavoratori aeroportuali lombardi hanno già dato!”.

Questo il messaggio che mandiamo alla Politica nazionale dei sedicenti Governo e  Opposizione: “Basta con le spartizioni finanziarie sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori”, si ponga mano sul serio ad un articolato Piano nazionale del Trasporto Aereo, senza il quale i cieli italiani restano un territorio di preda, che non permetterà la sopravvivenza di alcuna compagnia nazionale di riferimento. Torniamo ad invitare tutta la “Politica Lombarda” a vigilare e a farsi sentire (anche se le elezioni sono lontane e chi ha avuto, ha avuto…) affinché il sistema aeroportuale sia regolato nell’assetto e difeso, sia dotato di collegamenti e delle infrastrutture necessarie, possa ottenere la liberalizzazione degli accordi bilaterali e mantenere il perimetro aziendale ed occupazionale delle società attuali, comprese quelle del settore Cargo.      

SdL Intercategoriale – Segreteria Regionale Trasporti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2008
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