Come affrontare la crisi economica secondo Satelios

I risultati della serata svolta settimana scorsa, secondo il presidente dell’associazione Gianfranco Librandi

riceviamo e pubblichiamo

 

Nel convegno dello scorso 23 ottobre, organizzato dal dipartimento economico di Satelios, è emersa le seguente considerazione sull’attuale crisi mondiale, stilata dagli imprenditori del saronnese presenti.

In questo momento di grave crisi per l’economia mondiale, i cui effetti si risentono anche sulle imprese e sulle famiglie del saronnese, si sprecano le riflessioni sul perché, su cosa si doveva fare, su ccome bisognerà agire.

Solo un economista, Paul Krugman aveva indicato (come una Cassandra non ascoltata) la drammatica situazione economica mondiale.

La colpa è di Bush? Del sistema americano? Dei mancati controlli? Forse tutte queste ragioni.

Sta di fatto che i risparmi e i sacrifici di milioni di famiglie e di aziende sono stati compromessi nelle ultime settimane e, probabilmente, siamo ancora lontani dalla fine di questo dramma che politici incapaci stanno cercando, senza successo, di arginare.

Il petrolio perde il 54% dal luglio scorso, scendendo fino a 66 dollari al barile. L’Euro scivola fino a quota 1,27. Nonostante ciò il prezzo della benzina non diminuisce nella stessa proporzione ed incredibilmente il dollaro si rafforza, seppure l’economia americana sia quella apparentemente più debole e foriera di questa spirale di recessione.

Ma allora è sospettabile che questa crisi sia manovrata? Creata ad arte da alcune lobbies extraeuropee per impoverire il vecchio continente ed arricchire altri paesi?

Sentiamo parlare di finanziare che falliscono per milioni di dollari, trascinando con i loro bilanci falsi risparmiatori e nazioni intere nelle difficoltà. Ma dove erano i potenti della Terra invece di vigilare e controllare ( con gli strumenti peraltro esistenti) la consistenza ed i patrimoni di queste società?

Finanziarie e banche si sono rivelate come istituti economici con capitali e riserve non adeguate, che nonostante i guadagni degli anni passati (a scapito dell’economia reale), sono riusciti a distruggere, per malgoverno e falsi in bilancio, l’economia mondiale.

Come hanno potuto? Hanno goduto di protezione politica?

Sicuramente il potere politico ha necessità di fondi, di finanziamenti ed in molti casi, si identifica con le banche stesse.

Le banche hanno violato la loro mission, la loro funzione sociale, quella di proteggere e custodire i soldi dei privati e della comunità. Per aumentare i loro profitti hanno inventato sistemi finanziari astratti, legati alla volitività del mercato e influenzabili dall’esterno con il solo scopo di lucrare in pochi ( quelli che avevano accesso ad informazioni riservate), sui guadagni creati artificialmente.

L’economia vera è un’altra. Quella delle imprese, quella legata a progetti, prodotti, innovazione e creatività.

In generale, l’impresa è sempre stata osteggiata, frenata dai sistemi bancari che tanto ricordano i metodi dei gabellieri mandati con vergogna ma, implacabilmente dal re.

Questa crisi economica dovrà servire da monito. Il profitto deve scaturire solo dalla produzione di beni e dalla fornitura di servizi.

Le banche potranno avere un ruolo di interscambio, interfaccia tra i crediti ed i debiti, tra clienti e fornitori, ma l’economia delle valutazioni delle imprese tramite indici speculativi dovrà essere ridefinita secondo criteri differenti, deontologici e concreti.

Guardiamo con più rispetto alle nostre aziende: quelle private che producono utili, che vendono in tutto il mondo prodotti europei di grande qualità.

L’Italia in particolare ha bisogno di persone concrete, attive, competenti.

Lavoriamo e riformiamo quindi.

Le riforme sono certamente importanti ma, prima bisogna conoscere, capire con umiltà e poi agire.

Creiamo una squadra di moderati saggi e capaci. Per questo il dipartimento economico di Satelios si adopererà fin da ora.

Togliamo dai giornali i cattivi esempi: coloro che hanno sbagliato ed occupano posti di prestigio per raccomandazioni o servilismo, senza competenze.

La nostra Saronno, la nostra Italia, la nostra Europa non si devono arrendere, così come gli imprenditori liberi e forti che si incontrano in prima linea nel mercato mondiale, superando barriere etniche e politiche, combattiamo per le nostre famiglie e per il nostro futuro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2008
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