Comincia il toto-nobel. E gli americani si offendono

Il portavoce del Nobel dice che gli scrittori Usa sono troppo provinciali. E a Londra i bookmakers stanno già facendo i nomi

Gli scrittori statunitensi sono troppo "provinciali" e ignoranti per competere con l’Europa quando si parla di opere di alto livello. Lo sostiene Horace Engdahl, che da anni ha il compito di annunciare il vincitore del premio Nobel per la letteratura. Secondo il segretario permanente dell’Accademia svedese,  "l’Europa è ancora la culla mondiale della letteratura". L’affermazione sta facendo molto arrabbiare gli americani, che nei quotidiani di oggi attaccano l’accademia svedese. La polemica culturale, in piena crisi finanzaria, sembra fatta apposta per rinfocolare i sintomi di insicurezza che in questi giorni pervadono la società americana, a un mese dalle elezioni.

Ma è anche corsa alle scommesse per l’annuncio del premio Nobel per la letteratura 2008. La data non è stata ancora resa nota e a Londra i bookmakers si stanno scatenando. Gli eterni favoriti isono già n campo, come il romanziere statunitense Philip Roth e lo scrittore giapponese Haruki Murakami.

Per i bookmaker britannici Ladbrokes, tra i possibili vincitori c’è anche l’italiano Claudio Magris, seguito dall’israeliano Amos Oz e dall’americana Joyce Carol Oates.

Bob Dylan, invece, è fanalino di coda nelle scommesse registrate da Ladbrokes.

Intorno alle decisioni del comitato per il Nobel, intanto, regna il mistero più fitto, e la data di annuncio del premiato di quest’anno non verrà resa nota fino a quando non ci sarà un vero favorito in grado di distaccare gli altri candidati. Altri possibili candidati al Nobel letterario: il poeta australiano Les Murray, il romanziere nigeriano Chinua Achebe e il poeta siriano Ali Ahmad Saïd, che si firma con lo pseudonimo Adonis. Nel 2007 ha vinto la britannica Doris Lessing

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2008
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