Commemorazione del “roditore ignoto”: LAV & Co. pronti a marciare

Il 4 ottobre corteo con presidio al Comune e ai Molini Marzoli per il quinto anniversario della mai applicata "risoluzione di San Francesco"

Sabato 4 ottobre torna l’ormai tradizionale manifestazione
contro la vivisezione organizzata dalla LAV
con l’appoggio di molte associazioni e movimenti "trasversali" rispetto all’arco politico. Si tratta di un evento, quello detto qualche volta dell’omaggio al "roditore ignoto" sacrificato alla ricerca, a carattere non più solo locale, bensì nazionale, contro l’uso di fondi pubblici per sovvenzionare la sperimentazione animale e in memoria degli animali impiegati per gli esperimenti. Come sempre l’obiettivo finale sarà manifestare sotto la sede bustocca dell’Università dell’Insubria, da sempre bersaglio degli animalisti, ma questa volta si terrà un regolare corteo.

La partenza è alle ore 14:30 da Piazzale Plebiscito; alle 16 è previsto un presidio di fronte al Municipio, in via Fratelli d’Italia, dove parleranno esponenti della LAV e delle altre realtà aderenti; alle 17 il corteo si muoverà verso i Molini Marzoli (viale Cadorna,angolo via Alberto da Giussano) "dove verrà deposto un mazzo di fiori per commemorare gli animali vivisezionati e uccisi nei laboratori dell’ateneo bustese"; qui si terrà un presidio a oltranza. 

"La sperimentazione animale è una pratica legale ed estremamente diffusa" ricorda la LAV nel pubblicizzare l’iniziativa. "In Italia sono quasi un milione gli animali uccisi ogni anno nei laboratori di ricerca ed il numero cresce a 12 milioni in Europa. La maggior parte di questi esperimenti è finanziata dallo Stato e dagli enti locali (comuni, province e regioni) e viene praticata da enti pubblici come ospedali ed università". Gli animalisti parlano di pratiche "moralmente inaccettabili" e di “frode scientifica” per le clamorose differenze genetiche fra uomo e animali. "Basti pensare che 4 molecole su 5 provenienti dalla ricerca animale vengono scartate quando si passa alla ricerca clinica, perché sull’uomo si rivelano inefficaci, dannose o addirittura letali. Pensate poi a quanti farmaci che avrebbero potuto salvare vite umane sono scartati perché sugli animali non hanno funzionato!" Tesi cui i ricercatori replicano, al contrario, sostenendo la perdurante indispensablità degli animali in alcuni ambiti scientifici sulla base dell’esperienza effettiva.

La manifestazione di sabato 4 ottobre mira dunque a chiedere con forza che "i soldi pubblici stanziati per la ricerca vengano vincolati all’utilizzo esclusivo di metodi che non prevedano l’uso di animali, promuovendo una scienza etica e progressista". Tesi che troverà ovviamente opposizione in quanti ritengono che la scienza non debba porsi "paraocchi" ideologici; ma il problema etico rimane.

A Busto Arsizio l’UnInsubria è "ospite" del Comune di Busto Arsizio, in edifici comunali, in virtù di una convenzione in fase di rinnovo. Da tempo gli animalisti chiedono, senza riscontro, che nella nuova convenzione sia inserito un vincolo di non utilizzo di animali nell’attività di ricerca scientifica. Quanto alla data del 4 ottobre, non è scelta a caso. Come ricorda la LAV è l’anniversario dell’approvazione della cosiddetta "Risoluzione di San Francesco 2003", con la quale il Consiglio Comunale di Busto Arsizio aveva chiesto all’amministrazione comunale che in città non si svolgessero più esperimenti su animali. Un documento politico importantissimo per gli animalisti, e tipicamente mai applicato. Da allora, ogni 4 ottobre, la LAV e varie altre associazioni, e persino partiti e movimenti politici delle "ali estreme", unite per una volta l’anno dalla causa animalista, ricordano l’impegno disatteso. Tanto più disatteso lamenta la LAV, perchè nel frattempo, nel frattempo Busto Arsizio ha anche partecipato alla cordata per l’istituzione di un altro istituto pubblico di sperimentazione animale, l’"Insubria’s Biopark" di Gerenzano, anche questo finito rapidamente nel mirino degli animalisti.

Aderiscono alla manifestazione di sabato le seguenti realtà associative e politiche:
AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, Animal’s Emergency (Gaggiano),
APAR Associazione Piccoli Animali Randagi (Busto Arsizio – Gallarate),
Associazione Sanmarinese per la Protezione degli Animali,
AVDI Associazione Veterinari per i Diritti degli Animali,
AVI Associazione Vegetariana Italiana,
Azione Giovani – Circolo di Busto Arsizio,
Beppe Grillo Meetup Busto Arsizio,
CEDA Comitato Europeo Difesa Animali (Brunate),
Centro di Documentazione Eco-Animalista Piemonte,
Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale (Genova),
Circolo Culturale Excalibur (Lonate Pozzolo),
Collettivo Animalista (Arese),
Collettivo Antispecista (Como),
Emi (Fagnano Olona),
ENPA Ente Nazionale Protezione Animali – Delegazione Provinciale di Varese,
ENPA Ente Nazionale Protezione Animali,
LAC Lega per l’Abolizione della Caccia,
Legambiente – Circolo di Busto Arsizio,
Movimento Antispecista – Delegazione Provinciale di Varese,
Movimento UNA Uomo Natura Animali,
Movimento vegetariano No alla caccia,
OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali – Delegazione Provinciale di Varese
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Busto Arsizio, Progetto Gaia (Milano),
Uniti a Sinistra Piemonte,
Verdi – Circolo di Busto Arsizio,
Verdi – Federazione Provinciale di Varese,
Verdi – Federazione Regionale della Lombardia,
Vitadacani (Arese – Magnago), 
Vita Universale.

Hanno espresso il loro appoggio i consiglieri regionali lombardi: Silvia Ferretto Clementi (AN), Monica Rizzi (Lega Nord), Sara Valmaggi (PD), Luciano Muhlbauer (PRC), Carlo Monguzzi, Marcello Saponaro (Verdi).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2008
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