Commissione in visita al Rifugio Albani a Colere

La sortita in val di Sclave in occasione della nuova legge regionale sui rifugi alpini

Una nuova legge regionale per regolamentare l’utilizzo e la funzione degli oltre 150 rifugi alpini esistenti sulle aree montane lombarde. E’ quella che sta predisponendo la Commissione “Attività produttive” presieduta da Carlo Saffioti, che, concluse le audizioni con tutti gli enti e le associazioni interessate, oggi ha recato visita a uno dei rifugi alpini più celebri e conosciuti, il Rifugio “Luigi Albani” situato in Val di Scalve nella zona montana del Pizzo della Presolana in Comune di Colere (BG), a 1939 metri di altezza.

E’ stata per i componenti della Commissione regionale occasione per incontrare i responsabili del CAI (Club Alpino Italiano) e rendersi conto direttamente del funzionamento e delle caratteristiche di un tipico rifugio alpino: ad accogliere la delegazione e a spiegare le problematicità gestionali della struttura è stato il presidente del CAI di Bergamo Paolo Valoti, presente insieme ad alcuni componenti del direttivo regionale del CAI, ai rappresentanti della locale Comunità Montana, a Carlo Pessina presidente della Commissione Regionale Lombarda dei Rifugi Alpini e a Gino Baccanelli di Assorifugi.

Dalla discussione è emersa la necessità di introdurre normative più selettive e qualificanti per i rifugi situati in zona alpina, introducendo un vero e proprio albo regionale dei rifugi con relativo marchio di riconoscimento unitamente alla distinzione tra rifugio alpino e rifugio escursionistico.

Il progetto di legge –hanno spiegato I Consiglieri regionali Carlo Saffioti (FI-Pdl) e Giosuè Frosio (LN-PdL)- vuole dare pieno riconoscimento solo a quelle strutture che rispetteranno le regole e le normative prevista dalla nuova legge, le uniche che potranno poi beneficiare dei contributi regionali previsti dalla legge n°26 del 2002. In questo modo –hanno spiegato Saffioti e Frosio– vogliamo privilegiare quei rifugi che davvero svolgono un servizio e una funzione utile al territorio montano, evitando una inutile dispersione di finanziamenti a pioggia”.

La nuova legge dovrebbe prevedere la distinzione tra rifugi alpini e rifugi escursionistici. I primi devono offrire ospitalità e ristoro ed essere ad almeno 1000 metri di quota in zone isolate di montagna inaccessibili da strade aperte al traffico ordinario e devono essere distanti da linee funiviarie almeno 1500 metri o con 150 metri di dislivello, ad esclusione delle sciovie. Possono invece fregiarsi del titolo di rifugi escursionistici le strutture poste ad una altezza minima di 700 metri accessibili anche mediante strade aperte al traffico ordinario.

Una voce specifica del testo regionale è dedicata alla figura del gestore, chiamato ad esercitare la propria attività per un numero minimo obbligatorio di 100 giorni all’anno. Deve inoltre qualificarsi come riferimento informativo della zona e nel caso di incidenti o infortuni deve collaborare attivamente fornendo anche disponibilità di locali e attrezzature utili agli interventi di soccorso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2008
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