Con la recessione aumenteranno gli infortuni sul lavoro

L'Inail ha presentato a Palazzo estense il rapporto annuale sugli infortuni sul lavoro

La lotta agli infortuni sul lavoro ai tempi della recessione sarà ancora più difficile. Parola di Ornella Raccagni, direttore  dell’Inail di Varese. «In un momento storico dove l’economia recede  – dice la dirigente –  i costi, la corsa al ribasso sui grandi appalti, i subappalti della ditta capofila per salvaguardare il margine di guadagno avranno effetti sul numero degli infortuni».
(foto: Attilio Fontana e Ornella Raccagni)

In tempi normali il rapporto provinciale relativo al 2007 presentato a Palazzo Estense faceva ben sperare perché il numero degli infortuni non era cresciuto, 14.322 in totale, perlopiù concentrati nell’industria e nei servizi (13.819). Gli infortuni mortali (11), in calo rispetto al 2006 (16), si concentrano nell’edilizia e soprattutto tra lavoratori stranieri (5), un dato più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. Tra le morti bianche si dimezza il dato di quelle decedute in itinere, cioè infortuni che si verificano mentre si va o si torna dal lavoro (3). In aumento gli infortuni tra i parasubordinati: 125 nel 2007 contro i 111 dell’anno prima, crescita confermata a livello regionale e nazionale. Stesso discorso per gli infortuni tra i lavoratori interinali,  in crescita sia a livello locale (654) che nazionale (18383). La durata media degli infortuni è di 29 giorni e si concentra tra le fasce di età tra i 18 e i 24 anni (3047) e tra i 35 e i 49 (3024), ovvero il maggior costo sociale che possa esistere.

Il dato delle malattie professionali preoccupa non solo i vertici dell’Inail, ma anche il Primo Cittadino Attilio Fontana preoccupazione rimarcata nel suo intervento introduttivo. In provincia di Varese le denuncie nel 2007 sono state 208.
«Si nota una resistenza dei datori di lavoro nel denunciare la malattia professionale – dice Ornella raccagni – come se fosse un’ammissione di colpa del datore di lavoro. Niente di più sbagliato perché spesso la malattia professionale non è riconducibile all’ultimo prestazione lavorativa svolta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2008
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