Dallo stadio al tunnel di Sant’Anna, il nodo delle opere

La discussione sulla variazione di bilancio ha offerto spunti su varie questioni fin qui in sospeso e prossimamente da affrontare

La discussione sulla variazione di bilancio votata giovedì sera in consiglio comunale ha dato spazio a interventi su alcuni punti che consentono di riprendere e ricapitolare la situazione su opere e interventi da tempo in standby oppure, al contrario, urgenti. Si tratta di interventi in apparenza slegati ma rendono l’idea della difficoltà di amministrare quando per dati interventi passano gli anni prima che alle promesse seguano i benchè minimi fatti, causa la lentezza dell’arrivo di fondi concessi con il contagocce da enti gerarchicamente superiori, mentre per altri ci si deve arrabattare all’ultimo momento. Parliamo specificamente del tunnel destinato a collegare Sant’Anna con il Sempione, spezzandone il decennale isolamento al di là della linea ferroviaria Rho-Gallarate, e della questione stadio.

A quest’ultimo proposito, nella variazione di bilancio era stato inserito un minicapitolo da 10.000 euro, presi dall’avanzo di amministrazione, per uno studio di fattibilità in vista dell’adeguamento dello Speroni ai campionati professionistici – così com’è lo stadio non è a norma, ha ribadito il sindaco. Subito si è gridato alla consulenza esterna, il primo a scatenare la discussione l’implacabile Diego Cornacchia, "battitore libero" di Forza Italia: «I nostri tecnici interni sono capaci con una sola occhiata se uno stabile è in grado di reggere deli interventi di adeguamento, le consulenze esterne ce le possiamo tranquillamente risparmiare». Perplessità anche dal PD, che sul punto specifico aveva presentato un emendamento per abolire quella voce, a sua volta però cassato però come inammissibile dal presidente Speroni – era stato presentato troppo tardi, non almeno due giorni prima della seduta come previsto dal regolamento di contabilità. Il sindaco Farioli lo ha comunque fatto accettare come raccomandazione, mettendo le mani avanti: «I 10.000 euro non sono per consulenza esterna, ma per affidare un incarico, non importa se interno o esterno. Non c’è volontà di ricorrere a incarichi esterni» dirà. «Gli uffici mi dicevano che entro un mese mi possono presentare uno studio di fattibilità: quale cifra, quali tempi saranno necessari per adattare lo Speroni». La consulenza esterna risaltava però immediatamente fuori nell’intervento per Forza Italia Gianfranco Bottini: «Dati i tempi stretti non bisogna temere di usare personale esterno qualificato che capisca le regole specifiche del settore sportivo».

Nel frattempo, ricordava Farioli, si sta lavorando sodo sul fronte del nuovo stadio voluto, anzi energicamente preteso, dalla nuova proprietà della Pro Patria («daremo presto una risposta»), ma è chiaro che «quand’anche si potesse “fare gol” lo stadio nuovo non si vedrebbe prima del 2011-2012». E c’è chi, come Ninetto Pellegatta di An, è già tentato dalla proposta del sindaco di Gallarate Mucci di uno stadio al confine fra le due città, magari vicino alla Cascina dei Poveri e al futuro campus scolastico-sportivo, come citava il consigliere. Nel frattempo però bisogna arrangiarsi alla bustocca con quel che c’è, ovvero con lo Speroni. Sperando che i tigrotti, chiusi nel silenzio stampa, tornino a ruggire e graffiare sul campo.

Per quanto attiene il tunnel di Sant’Anna in direzione del Sempione, sottopassando la ferrovia, le ultime notizie dovrebbero (incrociando le dita) essere positive. L’opera era stata annunciata nel 2005, con tre tranches di finanziamenti governativi. La terza è finalmente arrivata, annunciava in aula Ninetto Pellegatta, da anni fautore dell’intervento insieme al compianto collega Murano. A suo tempo, nel 2005, Pellegatta a Roma aveva incontrato a questo proposito l’allora sottosegretario Baldassarre e l’on. Volontè, eletto nel colleggio uninominale bustese. Si potrà finalmente avviare l’opera entro il 2009, ma serviranno altre risorse per i collegamenti necessari. Polemico naturalmente il PD, con Alberto Grandi a ricordare gli anni intercorsi dalle prime proposte alla situazione attuale (non un granello di terra ancora smosso), cupa prospettiva anche in vista della proposta del suo partito di una consimile opera per collegare la zona industriale con la direttrice che conduce alla ex SS527 Bustese. Scettico anche Corrado per Rifondazione: «Inizio lavori a Sant’Anna nel 2009, speriamo. Ma fine, quando?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2008
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