De Filippi crocevia tra Chiesa e società

Don Luca Violoni, docente di Etica dell’impresa all’Insubria, traccia le linee guida del famoso collegio fondato monsignor Pigionatti

Le idee sono chiare e la “mission” del tutto esplicita. “Continuare a fare del De Filippi un grande crocevia tra la Chiesa e la società”. E’ l’impegno del rettore don Luca Violoni, in vista dei molteplici, ambiziosi obiettivi che la struttura fondata da monsignor Tarcisio Pigionatti si pone per i prossimi mesi. Una presenza, quella del De Filippi, che ama essere cerniera tra il confronto culturale di alto profilo su temi laici e religiosi, prezioso contributo di idee al territorio, e un solido lavoro nel campo della scuola, a fianco di famiglie e istituzioni formative, per il bene dei ragazzi. E’ il “mestiere” dell’istituto di via Brambilla: fare da ponte di dialogo tra realtà diverse e contribuire a fare sintesi di un mondo sempre più complesso. Una realtà, il De Filippi, che don Violoni, laureatosi in Bocconi e docente di Etica dell’impresa all’Insubria, ha preso in mano, con entusiasmo, dal marzo di quest’anno, segnalandosi per una gestione fatta di rigore e di consolidamento, oltre che di sviluppo delle strutture esistenti, cercando realizzare molti dei “sogni” del fondatore “don Pigio”.

Forte il legame con i percorsi pastorali della diocesi di Milano, che sta concludendo l’itinerario triennale del cardinale Tettamanzi dedicato alla famiglia. Una tematica su cui interverranno al De Filippi Savino Pezzotta, ex segretario generale Cisl e deputato Udc (il 6 febbraio), e monsignor Giuseppe Anfossi, presidente della commissione Cei per la famiglia (il 19). Previsto anche l’arrivo di monsignor Fisichella, presidente della Commissione pontificia per la vita. Una precisa fedeltà ecclesiale che non impedisce al De Filippi di aprirsi al mondo, a culture diverse, alla storia dei popoli e delle religioni. Una curiosità che si concretizzerà nelle tradizionali cene che saranno organizzate presso l’istituto, da quella cinese (27 ottobre) e siciliana (15 novembre), fino al Gala di Natale (1 dicembre) e alla cena ebraica (proposta proprio nella Giornata della Memoria della Shoah, il 27 gennaio). Assolutamente inedite la cena dedicata al Quirinale, che prima di ospitare i presidenti della Repubblica, fu storica residenza di trenta papi e quattro Savoia (17 febbraio), e un itinerario tra piatti tipici e tradizioni culinarie della nostra provincia (15 maggio). Ancora: studio e lettura della Bibbia, quest’anno dedicati all’Apocalisse (scelta più opportuna, dati i tempi, non poteva essere fatta), incontri con testimoni, rapporti con gli Ordini professionali, rapporti molto stretti con l’Università dell’Insubria in quanto collegio universitario.

 Ma il vero cuore pulsante del De Filippi resta la vocazione formativa, l’eccellenza nell’insegnare un mestiere ai giovani, la volontà di personalizzare il più possibile la proposta didattica. Una “filosofia” che, come ricorda preside dell’istituto alberghiero, Giovanni Baggio, continua ad ottenere ottimi riconoscimenti: «abbiamo registrato in un anno un aumento delle iscrizioni del 20%, e siamo convinti che certe misure, come la bocciatura con il 5 in condotta, possano essere evitate con quella che noi chiamiamo una "cordiale severità", il motto della nostra scuola». Baggio pone l’accento non solo sulla qualità della formazione, ma anche su una nuova educazione dei giovani alla buona tavola, in una situazione in cui «i fast food hanno traviato il loro gusto».

Ecco, allora, i rapporti con “Slow Food” (che ha sede presso il De Filippi) e con la Coldiretti, per iniziative che valorizzino i prodotti locali. Ottimi risultati, ricorda la responsabile Sonia Crivelli, anche per i servizi alberghieri garantiti dall’istituto varesino: promozione a pieni voti per tavola e camere in occasione dei recenti Mondiali di ciclismo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2008
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