Dipendenti comunali sul piede di guerra: «Ad un passo dallo sciopero»

Tre ore di assemblea, oggi 3 ottobre, per ricordare al sindaco i malumori che serpeggiano negli uffici. Busto ha la metà dei dipendenti di Varese

Due comuni , Varese e Busto Arsizio, con lo stesso numero di abitanti. Uno ne ha 901, Varese, l’altro 440, Busto Arsizio. E’ questo il dato fatto emergere dall’assemblea dei dipendenti del Comune di Busto Arsizio oggi venerdì 3 ottobre. Il consigliere comunale Mario Cislaghi, presente all’assemblea, ha fatto girare i numeri e dei due Comuni sottolineando che «non solo si lavora con la metà dei dipendenti ma anche con 58 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica che ne prevede 498. In realtà di dipendenti ce ne vorrebbero più di 800». Le rappresentanze sindacali di SdL, Alicobas e Cgil hanno parlato agli oltre 200 dipendenti presenti all’assemblea con lo slogan: «Ad un passo dallo sciopero, se non risolviamo con la conciliazione del prefetto ci asterremo dal lavoro».

Cosa chiedono i dipendenti del Comune è una lunga lista di inadempienze a partire dalla mancanza di una controparte disposta ad ascoltare (l’assessore al personale non è stato ancora ri-nominato e la delega resta ancora al sindaco). Le rivendicazioni a livello generale riguardano il numero dei dipendenti non sufficiente a smaltire in tempi normali la mole di lavoro, la variazione di bilancio votata nell’ultimo consiglio che toglie quasi 800 mila euro per il nuovo contratto (non ancora rinnovato a livello nazionale), il mancato rispetto dell’accordo preso dal sindaco sul personale degli asili nido a luglio del prossimo anno (dopo l’incresciosa situazione risolta solo a metà luglio quest’anno). Anche la Polizia Locale lamenta il mancato accantonamento dal ’92 ad oggi di una parte delle multe a fini pensionistici degli agenti, la mancanza di circa 25 agenti in organico (10 erano stati assunti di recente ma 3 sono passati per concorso ad altri comuni).

Il cahier des doleances dei dipendenti potrebbe continuare ma tutto, al momento, appare inutile. La protesta, secondo i sindacati, non viene ascoltata da chi dovrebbe e la situazione rimane immutata. La scure della Corte dei Conti continua a imperversare sulla testa dell’amministrazione che, dunque, non muove foglia sul fronte del dialogo un po’ per temporeggiare e un po’ per la mancanza di un assessore che segua da vicino le questioni e provveda almeno alle cose più normali, ad esempio evitare adesso che a luglio del 2009 gli asili nido del comune restino senza educatrici. La voglia di scioperare aumenta insieme alla frustrazione, chissà se il sindaco saprà evitare il blocco totale della macchina amministrativa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2008
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