Dipendenti di Palazzo Gilardoni, fallisce anche la mediazione col Prefetto

L'amministrazione, però, annuncia l'apertura di una trattativa il 23 ottobre. Pessimisti i sindacati che ora possono scioperare senza incorrere nella precettazione

«La mediazione davanti al Prefetto non è andata a buon fine. D’ora in poi ci riserveremo di scegliere la modalità di lotta che riterremo necessaria, compreso lo sciopero». A dirlo è il rappresentante sindacale unitario Fausto Sartorato, al termine dell’incontro a Vila Recalcati tra la dirigenza del Comune di Busto Arsizio e le Rsu dei dipendenti. Più volte ventilato e minacciato sembra, questa ipotesi, essere più lontana di qualche giorno fa nonostante ora sia possibile per i lavoratori dell’Amministrazione comunale di Busto Arsizio senza incorrere in sanzioni.

Da tempo, ormai, il personale di Palazzo Gilardoni lamenta la mancanza di risposte su temi importanti da parte della dirigenza e da parte della giunta. Dalla carenza enorme di personale (Busto funziona con la metà dei dipendenti di Varese, a parità di abitanti) fino ai mancati riconoscimenti dei fondi incentivanti 2007 e 2008 passando per i problemi della Polizia Locale. Lo stesso segretario generale del Comune Giacomo Rossi ha ammesso al tavolo della mediazione che il Comune è nettamente sotto organico ma non sono state avanzate proposte in tal senso, nemmeno per arrivare alla cifra stabilita dalla pianta organica.

Più volte richiesta la trattativa però è stata fissata dell’amministrazione in data 23 ottobre ma i dindacati non sono molto convinti: «Con le altre Rsu abbiamo più volte richiesto che venisse intavolata una trattativa fino ad oggi negata – spiega Sartorato – ora che è fallita la mediazione vogliono discutere. Non credo che andremo lontano. Lo sciopero è sempre più vicino». Sartorato (SdL), Rosa Sculco (SdL), Fabio Agatea (Alcobas) e Fiorella Barbante (Cgil) parlano di pessimismo nonostante sia stata fissata la data della trattativa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2008
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