Droga e scuola, “ecco cosa vedo tra i banchi”

Una professoressa racconta nella sua testimonianza i lunedì mattina in classe tra gli studenti: "Non si può stare a guardare mentre il lupo mangia le pecore"

Egregio Direttore,
con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di ragazzi che dopo la  discoteca concludono la serata  con un incidente automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.
I giornali e i servizi giornalistici vari,  riportano percentuali  allarmanti sul consumo di droga e di alcol fra i giovani.
Spesso mi chiedo se stiamo veramente facendo il possibile per evitare che i nostri ragazzi  vadano a finire in un tunnel  così pericoloso.
Sono un’insegnante e non ho bisogno di leggere statistiche per sapere che molti studenti fanno uso di droga e non è neanche una novità, è da anni , decine di anni e anche  più che la droga circola nelle scuole, anche se ora forse più massicciamente e fra studenti di età inferiore rispetto a prima.
Ci si sente impotenti di fronte ad un fenomeno che viene  sottovalutato e spesso ignorato.
Ne parli  con gli  studenti e sembra che tu sia l’unica a non saperlo, una mia alunna un giorno mi ha detto: "Certo che c’è la droga, qualche anno fa all’ingresso della scuola ad un controllo della polizia  90  studenti  sono stati fermati  perché  gliel’avevano trovata addosso" (non ero in quella scuola quando il fatto era successo.). 
Senti i loro discorsi:  uno spinello ogni tanto non fa niente,  smetto quando voglio, in discoteca circola di tutto anche le pastiglie,  a volte si esagera nel bere, l’importante e non mischiare, ecc.
Alcuni li  vedi  il lunedì  mattina dormire sui banchi, oppure più distratti del solito, a volte euforici o con la testa chissà dove, stanno ancora smaltendo gli effetti di quanto assunto in discoteca la sera prima? Si sono fatti uno spinello prima di entrare a scuola? O sono andati a letto tardi? Quante volte mi sono fatta queste domande, poi comunque  inizio a spiegare, finisce  l’ora ….Come si fa a seguire una lezione  dopo essersi fatti uno spinello? O dopo aver preso una sbornia la sera prima, nel migliore dei casi?  Qualsiasi tipo di insegnamento  in una condizione del genere è destinato a fallire, non ci dovrebbe sorprendere se i nostri alunni fanno fatica a capire , se  sembrano stupidi, o se a volte alcuni sono violenti ed hanno delle reazioni eccessive. 
Se il livello di preparazione dei nostri studenti si sta abbassando sempre di più, quanto si sta tenendo conto della variabile droga nell’analizzare i risultati della nostra istruzione?
Le droghe intorpidiscono la mente, istupidiscono  quando non bruciano il cervello (vedi eroina, LSD, cocaina , cannabis, anfetamine, ecstasy ed  altro).
Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse scuole ed ho visto i risultati scarsi  o nulli dei vari  interventi informativi  su queste tematiche, fatte da psicologi inviati dalle ASL o altri enti.   Questo mi aveva indotta a pensare che la stessa cosa probabilmente  fosse successa a molti miei colleghi  e presidi,  che non si potesse fare niente a riguardo, che bisognava  rassegnarsi.
L’esperienza fatta successivamente  però mi ha dimostrato che si può e si deve intervenire, diversamente rischiamo che un’intera generazione venga lentamente, giorno dopo giorno distrutta da false informazioni e da spacciatori senza scrupoli.
I discorsi teorici e  le romanzine  sono meglio di niente, ma quello che ho visto incide di più,  sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali che le droghe causano, i meccanismi che spingono a farne sempre più uso ed a causarne la dipendenza. 
Un operatore di un centro di recupero per tossicodipendenti, tra le altre cose mi ha detto che la droga inizialmente viene presa per risolvere un problema o un disagio e se non si è in possesso delle informazioni corrette sugli effetti devastanti, la persona  pensa di aver  trovato la soluzione al suo problema senza rendersi conto della trappola in cui è finita.
Per mia esperienza  gli interventi che hanno realmente coinvolto i miei alunni, li hanno fatti riflettere ed hanno influito positivamente su di loro, sono stati quelli  fatti da ragazzi  che avevano vissuto in prima persona gli effetti negativi di queste sostanze, volontari dei centri di recupero Narconon per tossicodipendenti, che stanno portando avanti campagne informative in diverse città d’Italia.
C’è un grosso business su alcol e droghe, ci sono campagne di marketing e false informazioni per allargare ed incrementare  il mercato,  chi sono i clienti o potenziali clienti?  Chi è il target di questo mercato? I nostri ragazzi!
Quanto bisogna fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di così grande entità, chi  lo farà se non lo facciamo noi?
Non si può stare a guardare mentre il lupo mangia le pecore.
Professoressa Margherita Pellegrino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2008
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