Esplosione alla Tamoil, i verdi chiedono chiarezza

Il consigliere provinciale Landina ha presentato un'interrogazione dopo l'esplosione in cui è rimasto ferito un operaio di 21 anni

L’esplosione avvenuta venerdì scorso alla Tamoil in cui è rimasto ferito un operaio è diventata un argomento politico. Il consigliere provinciale dei Verdi di Cremona Andrea Ladina ha, infatti,  presentato un’ interrogazione urgente per far luce sulla vicenda.


«A seguito dell’esplosione e del conseguente grave infortunio sul lavoro avvenuti il giorno 3 ottobre 2004 all’interno della raffineria Tamoil che ha coinvolto un operaio addetto alle procedure di disinquinamento del suolo e sottosuolo si interroga la Giunta provinciale perché siano chiarite le ragioni di quanto è avvenuto.

Nell’auspicare innanzitutto che le condizioni di salute dell’operaio romeno di 21 anni coinvolto nello scoppio e gravemente ferito abbiamo presto a migliorare si chiede di conoscere:

  1. i dettagli del Piano di disinquinamento in atto ed i compiti del personale addetto a questa operazione e se la ditta esterna che svolge il lavoro di disinquinamento abbia in corso una qualche forma di subappalto;

  2. le ragioni dello scoppio del serbatoio;

  3. se vi sia un collegamento tra questo scoppio e lo sversamento nel Po di idrocarburi avvenuto nel pomeriggio dello stesso 3 ottobre;

  4. la quantificazione e la qualità dell’inquinamento avvenuto delle acque del fiume;

  5. Segnalazioni da parte di cittadini e canoisti riguardanti le puzze da idrocarburi e le chiazze nel fiume erano state fatte anche prima di quest’ultimo sversamento. Perciò, dal momento che le procedure di “caratterizzazione dell’area interna ed esterna alla raffineria Tamoil” (per conoscere quale è la consistenza effettiva dell’inquinamento) partiranno da parte dell’ARPA dal giorno 6 ottobre e, presumibilmente, fino al 31 dicembre 2008, non si ritiene da parte della Provincia di intensificare i controlli relativi a possibili sversamenti di altri idrocarburi in PO? E’ possibile infatti che la quantità elevata di petrolio aspirato dal sottosuolo riesca solo in parte ad essere convogliato nei  collettori di percolamento, diretti al depuratore interno, rischiando di finire di continuo nel fiume.

In previsione delle piogge autunnali e della crescita del livello del Po sono previste specifiche procedure di controllo per il controllo dei gas interstiziali?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2008
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