Fa i debiti per la pescheria, lo rimandano in Albania

Ogni giorno bussava alla porta dell'ambasciata per riavere il suo permesso mentre il negozio lo aspettava. Ora è tornato

Vittoria giudiziaria per un pescivendolo albanese che era stato espulso in aprile a causa dei suoi debiti finanziari. L’uomo è tornato dal Paese delle aquile dopo essersi sposato in Albania con la sua compagna di Mesenzana. L’espulsione è stata annullata dal casellario Schengen.

La pescheria “Medusa” sulla via Provinciale di Mesenzana riaprirà al più presto e Baki promette che tornerà a servire pesce fresco ai clienti, anzi si scusa per aver abbandonato tonni e orate, ma il motivo della cessata attività è curioso. Baki ha qualche precedente ma da tempo riga diritto. Al momento del rinnovo del permesso, si è trovato con qualche debito: aveva appena contratto il mutuo per la pescheria e il negozio non era ancora andato in utile. Una realtà comune a tante attività commerciali, ma se sei albanese e non hai ancora un permesso definitivo, evidentemente, può essere un problema, perché la legge può obiettare che non hai i mezzi per sostentarti. Poteva fare un ricorso al Tar, il pescivendolo albanese, ma si stava sposando e ha pensato che con il matrimonio avrebbe messo tutto a posto. E invece – mannaggia ai matrimoni di comodo! – appena lui e la futura moglie italiana hanno fatto le pubblicazioni, lo sono venuti a prendere e l’hanno cacciato via, pensando che volesse fare il furbo.

Il suo avvocato giura che è amore vero, e i fatti lo dimostrerebbero. La compagna italiana è andata in Albania e se l’è sposato. Il suo legale è andato in questura, e ha ottenuto la cancellazione del nome dalle liste delle espulsioni Schengen. L’ambasciata ha fatto un po’ di storie per dargli il visto, ma alla fine Baki è tornato "a casa". E tra un po’ sarà dietro il bancone.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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