Gli studenti liberano i binari, ma la protesta continua

Nel centro cittadino dilaga la protesta. Il corteo è partito dalle scuole e sta sfilando per le vie. Assemblee e lezioni all'aperto a Varese. "Insieme per per far sentire un'unica grande voce"

È partita da Saronno la protesta anti Gelmini. Prima il liceo Grassi, poi, questa mattina, 28 ottobre, un lungo corteo ha invaso il centro cittadino, fino ad arrivare ad occupare i binari della Stazione Cadorna, dove alcuni treni sono stati costretti a cambiare binario di arrivo. 

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Studenti occupano la stazione 4 di 8

Si sono ritrovati circa mille e 500 studenti a sfilare per le vie, passando di scuola in scuola per invitare i ragazzi alla mobilitazione. Dalle 8.30 gli studenti si sono mossi in corteo, scortati da polizia municipale e carabinieri con striscioni intonando cori. Il corteo si è concentrato attorno alle 8, per poi giungere al Comune e girare per le vie del centro. Attorno alle 10.45 alcuni studenti sono arrivati in stazione, per sedersi sui binari. Alla manifestazione hanno partecipando numerosi istituti, sia di Saronno (Ipsia, Itis "Riva", Itcg "Zappa", classico "Legnani"), sia dei paesi limitrofi: Limbiate (Itc "Elsa Morante") e Cesano Maderno (Itis "Versari"). Gli studenti del liceo scientifico Grassi sono invece rimasti nell’istituto occupato.

Intorno alle 11, alla stazione Cadorna i treni da e per Milano sono arrivati su altri binari. I ragazzi, avendo ottenuto lo scopo di disturbo, hanno poi abbandonato la stazione e liberato i binari. Il corteo è così ripartito, in direzione dei vari istituti, soprattutto verso il liceo Grassi, dove era in corso l’occupazione e dove gli occupanti non volevano far entrare studenti di altri istituti. C’è stato qualche momento di tensione poi è stato autorizzato l’ingresso ai diversi rappresentanti.
Nel corso della giornata di martedì, proprio al liceo Grassi, è in programma un’altra assemblea per concertare le manifestazioni di domani, mercoledì 29 ottobre.
Il grosso degli studenti si è poi disperso intorno alle 11.30. La manifestazione è finita in attesa dell’assemblema del pomeriggio.

I commenti degli studenti. Secondo Gabriele Milani, rappresentante d’istituto dell’Ipsia "bisogna creare un disagio per farsi sentire. Noi siamo una scuola professionale e non è possibile che per la mancanza di fondi ogni mercoledì stia a casa girarmi i pollici". Danilo Sironi, rapresentante dell’Itis Riva: "Ci volevamo organizzare e lo abbiamo fatto. Non è vero che non sappiamo per cosa protestiamo, lo sappiamo benissimo e siamo tutti informati. Questa riforma non la vogliamo". Nicolò Giannelli della Ragioneria di Limbiate: "È da giovedì scorso che noi siamo in mobilitazione. Ci siamo uniti a Saronno perchè dobbiamo essere in tanti a urlare per far sentire forte un’unica voce di protesta". Michele Sabba del liceo classico Legnani: "A differenza di ieri, oggi siamo usciti quasi tutti, vogliamo far sapere che non siamo d’accordo, non possono tagliare il nostro futuro".

Nel resto della provincia i movimenti sono più timidi ma ci sono. I ragazzi del classico Cairoli di Varese si sono riuniti a metà mattina in assemblea e hanno chiesto alla preside un confronto per capire e valutare approfonditamente, senza le mezze frasi che rimbalzano da una parte all’altra, il reale contenuto del decreto Gelmini: nel pomeriggio di martedì 28 ottobre la decisione sulla protesta da mettere in campo. Le lezioni all’aperto annunciate al liceo artistico Frattini di Varese sono saltate a causa della pioggia: i ragazzi (circa 500), col permesso accordato dal preside dell’istituto, si sono divisi in 6 classi con dieci professori che hanno fatto lezione specificatamente sul decreto Gelmini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2008
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Studenti occupano la stazione 4 di 8

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Studenti in corteo a Saronno 4 di 11

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Liceo Grassi in assemblea 4 di 11

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