“Goliardata e non razzismo”

L'opinione di un lettore sul fatti di Brinzio

Al direttore.
All’opera i membri del KKK nostrano che al Brinzio hanno sbiancato alcune sagome lignee raffiguranti bimbi di colore.
Ai miei tempi si sarebbe chiamata "gogliardata" ed oggi, invece, è un’attività "razzista".
E a me fa sorridere tanto quanto quanto l’opera di altri gogliardi (o magari sempre degli stessi) sulle sagome lignee dei noti politiciclisti alla rotonda del lago.
Cerchiamo di distinguere per bene tra razzismo e fesserie varie, pur mantenendo alta l’attenzione sui veri episodi di intolleranza, di qualsiasi genere.
Perchè una cosa è verniciare una sagoma ed altra e ben diversa è commettere violenza fisica o psicologica su un essere umano.
E chi ha "ritoccato" le sagome del Brinzio o dei politiciclisti è un fessogogliarda.
Cordialmente,
Giulio Moroni

                                                         * * *

Caro Moroni,

ognuno è libero di leggere la realtà come meglio crede, e certo la sua posizione rientra nell’alveo delle libere opinioni.
E’ bene però sapere che i simboli, prima ancora delle azioni, rappresentano dei fatti: cioè, qualcuno ha dipinto con spray o vernice la faccia di quelle sagome, e non per caso, non perchè passava di lì. Verniciare di bianco il muro di casa non è esattamente la stessa cosa che verniciare di bianco la faccia che raffigura la sagoma di un bambino: vuol dire qualcosa di diverso o no? Imbrattare di verde le facce dei manichini alla Schiranna vuol dire ancora un’altra cosa, tanto per citare un altro passaggio della lettera da lei inviata. I fatti di Brinzio, caro Moroni, rappresentano eccome una violenza psicologica: si metta nei panni di una persona di colore che passa di lì, magari anche di un bimbo. Quell’atto vuol dire che qualcuno – un ragazzino stupido, un adulto inqualificabile – non vuole vedere il colore raffigurato su quelle sagome, non accetta la diversità e vuole tra l’altro imporre un’omologazione. Poi la sensibilità di ciascuno di noi può portarci a vedere ciò che è accaduto come una goliardata così come per qualcuno l’Ultima Cena è solo un muro qualunque, magari un po’ sporco e vecchio.
Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2008
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