I Megaprogetti che cambieranno la città

Tre massicci investimenti, due praticamente sicuri, uno possibile: Campus di Beata Giuliana, nuova area delle Nord, nuovo stadio

A Busto Arsizio le gru non stanno mai ferme. La situazione del mercato immobliare è quella che è, con appartamenti invenduti a centinaia. Eppure non solo si continua ostinatamente a costruire in campo residenziale, ma si aggiungono megaprogetti di servizi nei più vari stadi di avanzamento: da quelli pubblici e approvati politicamente a quelli privati, da valutare oppure mere idee, ma di quelle che fanno notizia per le dimensioni e le implicazioni.

Parliamo in particolare di tre aree della città. A Beata Giuliana ancora si attendono i primi colpi di ruspa del Campus, struttura scolastica e sportiva di vasta portata, potentemente finanziata dalla Provincia (la convenzione tra Busto e Villa Recalcati parlava di 38 milioni di euro), eredità della gestione targata Marco Reguzzoni, prima che quest’ultimo volasse a Roma sulle ali del successo leghista. Per ora siamo al progetto definitivo approvato; ma c’è di che cambiare il volto dell’area, con un campus che ospiterà vari istituti superiori della zona, dotato fra l’altro di palaghiaccio polifunzionale (anche per sport estivi nella bella stagione) da almeno 300 posti, attrezzature per basket, skate-park, giochi e arredi urbani per piccoli e anziani, un bar e un laghetto. Tempistica: impianti sportivi pronti, forse, per l’inverno 2009/2010.

L’area delle Nord dovrebbe vedere finalmente muoversi qualcosa, eccome, con il vasto progetto protocollato lo scorso agosto per conto di un gruppo privato della Bergamasca e che dovrà superare lo scrutinio del consiglio comunale. Se questa fase si concluderà positivamente, la zona, oggi desolata e dimenticata da quasi vent’anni, potrà rinascere a nuova vita, letteralmente come un nuovo pezzo della città destinato a sanare la ferita urbanistica lasciata dal sedime dell’ex ferrovia e dalle aree abbandonate e degradate che lo circondano. Anche qui in ballo cifre enormi, si parlava di 80 milioni di euro; nell’ipotesi più ottimistica, i lavori partirebbero in primavera. Per ora si sono viste alcune demolizioni di vecchi fabbricati, in attesa che il progetto sia visionato ed eventualmente approvato.

Infine, l’ipotesi nuovo stadio, "ciliegina sulla torta". A differenza delle Nord e in comune con il Campus di Beata Giuliana avrebbe un elemento: il consumo di nuovo territorio, in un’area già soffocata da cemento e asfalto. Stretto fra un palazzetto dello sport (PalaYamamaY) in pieno sviluppo, un Parco intercomunale a vocazione agricola e paesaggistica (fino a nuovo ordine, almeno) e una frequentata clinica privata. Se "dare i numeri" in questo caso è prematuro e azzardato, come più d’uno ci cautelava, la presenza probabile di strutture commerciali e di supporto fa pensare anche qui a qualche dozzina di milioni di euro di investimenti. E tutta la fretta di discuterne di questo mondo non potrà comunque dotare la Pro Patria di uno stadio in tempo per la promozione in serie B: se i ragazzi di mister Franco Lerda continuano così, si rischia di festeggiarne la promozione con addosso ancora i vestiti pesanti.

Ovviamente di tutto questo ancora non s’è visto ancora una singola pietra, dati i tempi amministrativi; e sarebbe forse esercizio interessante aggiornarsi di qui a cinque anni per vedere quanto di ciò di cui si parla sarà poi effettivamente realizzato e come. La vera questione sarà semmai capire come questi megainterventi, per una cifra complessiva che potrà superare i 150 milioni (denaro, pubblico e privato, in gran parte venuto da fuori città, tra parentesi),
verranno integrati con il resto della città e le complesse pianificazioni previste, su tutte quel Piano di Governo del Territorio che bene o male dovrà effettuare delle scelte per il futuro a partire dalla situazione data. Ma viene il sospetto che ormai da scegliere ci sia sempre meno ogni giorno che passa. Il rischio da evitare è di trovarsi a fare una mera fotografia dell’esistente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2008
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