I pendolari: “Protesteremo e ci faremo sentire”

Lunedì 3 novembre fischietti in bocca sulla strada che porta dall'area mercato alla stazione. La portavoce del comitato Gisella Marchio dura col sindaco Nicola Mucci

Dopo qualche giorno di riflessione, i pendolari rispondono al sindaco di Gallarate e annunciano nuove forme di protesta. Le spiegazioni del primo cittadino gallaratese Nicola Mucci non sono bastate al comitato rappresentato dalla portavoce Gisella Marchio, che passa al contrattacco: «Il tempo è prezioso, è nelle mie intenzioni non sciuparlo per rispondere alle dichiarazioni del sindaco, tuttavia essendo state queste ultime a dir poco inquietanti mi trovo costretta ad intervenire – spiega la portavoce dei tanti pendolari che prendono il treno da Gallarate per andare a lavorare -. Infatti quello che lei definisce con orgoglio e allegria l’accordo stipulato con società Metropark (satellite di Ferrovie dello Stato), conveniente per i pendolari, in quanto a suo dire il costo del parcheggio è di soli 35 euro mensili, evidenzia come lei non conosce i reali costi dei trasporti: i 35 euro mensili da pagare in anticipo sono da aggiungere al costo dell’abbonamento mensile Fs e a quello della metropolitana. L’impegno del Comune nell’accordo con Metropark è stato solo quello di mettere i divieti di sosta in tutta la zona adiacente alla stazione, per obbligare la gente ad usare il parcheggio. È nostra intenzione sottoporre la convenzione all’attenzione di un legale, giacchè riteniamo che l’atteggiamento del Comune leda i diritti e gli interessi della collettività, favorendo invece gli interessi della società Metropark spa». 

I pendolari non si fermano qui: «Per quanto riguarda il bilancio di Amsc, fino a pochi mesi fa si parlava addirittura di un tesoretto: come mai oggi si scopre che Amsc si trova con milioni di disavanzo? Il sindaco non avrebbe dovuto vigilare sulla situazione dei conti? – attacca la Marchio – Dignità e coerenza vogliono che chi è causa di un dissesto aziendale, dovrebbe dimettersi, invece la soluzione la si trova tagliando servizi essenziali come quello del trasporto, anzichè diminuire gli stipendi dei vari cda. Noi come società civile non subiremo passivamente i diktat ancor meno i soprusi, ed è per questo che nasce la mobilitazione». Come primo atto di protesta lunedì 3 novembre prossimo i pendolari si muniranno di fischietti e percoreranno a piedi la strada dall’area mercato alla stazione, quella che era coperta dalla navetta gratuita soppressa da Amsc. Altre forme di protesta sono possibili: per il momento del confronto positivo e delle rivendicazioni contro Ferrovie dello Stato auspicati da Mucci non c’è traccia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2008
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