“Il bosco sta morendo per colpa degli idrocarburi degli aerei”

Il consulente forestale della proprietà della Cascina Tre Pini, Guido Locatelli, spiega la moria degli alberi nella tenuta nel Parco del Ticino

«Il bosco sta morendo, non so come si potrebbe fare a fermare questo processo inesorabile». Con queste parole secche e definitive Guido Locatelli, il perito nominato dalla famiglia Quintavalle, proprietaria della tenuta Cascina Tre Pini, commenta lo stato di alberi e piante nell’immensa distesa sul confine tra Somma Lombardo e Vizzola Ticino. Duecentodieci ettari di bosco, un polmone verde che, stando alle determinazioni del tribunale civile di Milano, è stato rovinato dagli aerei di Malpensa. La decisione del giudice Bianca La Monica, che ha stabilito che i responsabili dell’inquinamento da idrocarburi sono Sea e il Ministero dei Trasporti, “multati” per 5 milioni di euro, è stata impugnata dalla società di gestione aeroportuale che si difende dicendo che “non è Sea a decidere né le rotte né gli aerei che passano sopra i territori interessati”. Tra un aereo che passa e l’altro, Locatelli mostra le piante che muoiono: «In questa che è un’area protetta (Sic) dal 2004, inserita nel Parco del Ticino, tutelata dall’Unesco dal 2003 si assiste inermi alla moria inesorabile di migliaia e migliaia di alberi – spiega Locatelli -. Con i periti del tribunale abbiamo fatto analisi e comparazioni a partire dal 1998/1999: fin dai primi mesi di apertura dello scalo si sono visti gli effetti deleteri del passaggio degli aerei su quest’area. Le piante muoiono lentamente, nel giro di 4 anni seccano a partire dall’alto. L’85 per cento della vegetazione è compromessa, alcuni esperti dicono che nel giro di dieci anni il bosco potrebbe morire». Sulla responsabilità di questa moria, se il consulente forestale Locatelli si astiene, un’idea chiara ce l’hanno i legali della proprietà: «Le rotte sulla carta non passano sulla proprietà, ma nella concretezza dei fatti gli aerei si alzano in volo prima e virano proprio sopra il bosco – spiegano -. Lo dice anche il giudice nella sentenza. C’è una responsabilità evidente di chi non vigila sul rispetto delle regole e delle norme». I proprietari della tenuta agricola hanno anche intentato una causa contro il ministero dell’Ambiente e contro la Regione Lombardia per il loro atteggiamento “inerme e incapace di tutelare un polmone verde di questo immenso valore”. Sul valore delle analisi, Locatelli mette la mano sul fuoco: «Abbiamo preso campioni del carburante utilizzato dagli aerei, poi abbiamo posizionato delle sorte di trappole cattura idrocarburi, non solo nella tenuta Cascina Tre Pini, ma anche in altre zone, come al casello di Terrazzano sulla A1, a Ispra dove gli aerei non passano, in centro a Milano, in altre aree del bosco del Parco del Ticino (alla Fagiana a Magenta), all’interno del sedime aeroportuale – spiega -. Gli idrocarburi presenti all’interno della trappola sistemata nella tenuta tra Somma e Vizzola sono identici a quelli del carburante degli aerei. Gli alberi cominciano a degradare dall’alto, altro segnale importante. E poi ci sono le foto satellitari, che evidenziano la striscia dove passano gli aerei, carica di idrocarburi che uccidono piano piano, lentamente ma inesorabilmente, gli alberi del bosco, querce, faggi, noccioli, frassini, pini silvestri, betulle e tutte le altre specie vegetali presenti. Abbiamo dimostrato la correlazione tra gli idrocarburi che cadono dall’alto e la morte delle piante. Se la proprietà parla di devasto, io più tecnicamente parlo di anomalo deperimento forestale accentuato». Passeggiando per l’immensa e splendida tenuta, si notano le foglie annerite e le punte degli alberi spoglie, mentre altri sono in fase di deperimento più avanzato. I proprietari della tenuta hanno ripiantato migliaia di alberi, pini per la maggior parte, per riforestare almeno in parte la tenuta: «Non so la foresta si potrebbe salvare – chiosa Locatelli -, certo è che veder morire tutti questi alberi fa male».

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Il bosco rovinato dagli aerei 4 di 11
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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