Il Comitato antifascista ribadisce i suoi valori

"Un successo la nostra manifestazione di domenica". Risposta per le rime ad Azione Giovani e critiche anche per Speroni

Riceviamo e pubblichiamo

Apriamo questo comunicato esprimendo solidarietà alle istituzioni cittadine colpite con l’attacco subito dal Sindaco; ciò racconta purtroppo che questa città non è così "normale" come spesso la si vuole rappresentare.

Ieri a Busto, al Museo del Tessile, invece è successo qualcosa di bello che restituisce speranza: giovani, vecchi, adulti, bambine e bambini in alcune centinaia hanno risposto all’appello antifascista, con momenti di riflessione importanti, con le parole di Alessandro Leone sulle immagini di "Tutti a casa" di Comencini, con i canti e i balli della Balcon Band, con gli interventi sapienti di Airaghi dell’Osservatorio Democratico Regionale e Clerici vicepresidente
dell’ANPI provinciale, con il sostegno e l’esperienza delle compagne e dei compagni di "Partigiani in ogni quartiere" da Milano, con gli studenti antifascisti che hanno raccontato cosa significa stare a scuola e in strada a Busto esposti al rischio fascista. A sostenere l’iniziativa c’erano inoltre SdL, CGIL, ARCI e il Centro Culturale "Gramsci".

La buona riuscita di "OttobResistente" è dovuta alla "gente" che è quel mondo di facce e storie anche diverse, ma accomunate da una tensione antica, ma sempre attuale. E’ la "gente" che ha aperto l’esperienza del Comitato Antifascista bustese e che intorno alla giornata si è stretta e ha partecipato. C’erano Ceriotti con l’ANPI bustese e gli antifascisti samaratesi, c’erano i comunisti da Varese, c’erano gli "alterlist" e i ragazzi di "revenge the street" a sostenere l’evento. C’era Angioletto Castiglioni che ringraziamo per il suo costante impegno antifascista. E poi uomini, donne e giovanissimi senza appartenenza e tessere ma con la passione per la democrazia e la partecipazione. Alla fine della giornata contiamo una trentina di nuove adesioni al Comitato: grazie e benvenuti.

Ringraziamo anche i fascisti che non si sono visti, così come i revisionisti di qualsiasi forma e misura, a cui segnaliamo la riuscita dell’iniziativa e la nostra fondamentale "pregiudiziale antifascista".
Ringraziamo anche l’On. Speroni che si è intrattenuto al dibattito. Ha dichiarato sulla stampa odierna circa la sua presenza all’iniziativa "Abito qui vicino" parlando poi di "un gesto di apertura, un bel segnale per la città, mi pare normale"… sorge spontaneo un dubbio: o l’esponente leghista milita in un partito che non gli corrisponde più (il partito delle classi separate per gli stranieri o, sua idea, delle navi al largo su cui confinare per certificare i clandestini) o ha frainteso la festa; attendiamo, data questa illustre presenza, che dal governo della città partano azioni concrete in senso di pratiche e costruzione di cultura antifascista, coinvolgendo persone e formazioni impegnate su questo tema.

Notiamo che "OttobResistente" solleva già più di un prurito se, sempre mezzo stampa, si attacca il consigliere di Rifondazione Corrado che per difendere il buon esito dell’iniziativa ha esortato sul suo blog chi non fosse antifascista a starsene distante in quanto non invitato, così come a dipingere il Torchiera di Milano, come qualsiasi altra realtà di aggregazione sociale antifascista, secondo lo schemino veramente banale e fazioso dei "brutti e cattivi", dimostrando così di non conoscere nulla di quelle realtà; del resto chi definisce, sempre mezzo stampa, una iniziativa antifascista come "festa privata" già dichiara la propria appartenenza e prima di metter piede ad iniziative simili, cominci seguendo il consiglio di Calamandrei, e vada in pellegrinaggio per "le montagne dove caddero i partigiani, dove furono imprigionati, nei campi dove furono torturati… perché lì è nata la nostra Costituzione".

Ringraziamo i lavoratori in divisa che hanno contribuito, in questa città difficile, al tranquillo svolgimento di "OttobResistente", iniziativa a cui ne seguiranno altre.
Come antifascisti raccontiamo di una bimba di cinque anni che dopo aver giocato tutto il pomeriggio nello spazio di "OttobResistente", all’uscita chiede alla mamma "Perché c’è la polizia ad una festa?" e la donna risponde "Per proteggerci"…non sappiamo come sia proseguita la chiacchierata fra madre e figlia, dovremo cominciare a spiegare a quella bimba del 2000 il "perché". Perché ancora oggi ci si debba proteggere dai fascisti e dai fascismi….ora e sempre Resistenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2008
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