Il “gigante” di Cassinetta e le piccole imprese

Timore per la crisi in generale ma parole caute sui reali effetti dell'annuncio della Corporation: le parole di Associazione Artigiani e CNA

Nella economia delle piccole imprese la notizia degli esuberi Whirlpool viene accolta con sentimenti contrastanti, che vanno dalla sensazione che questo sia solo uno dei segni della crisi globale in cui ormai siamo immersi, alla fiducia in quella che sembra solo un – seppur drastico – “riposizionamento aziendale globale”.
Tra chi vede in queste decisioni uno specchio di una crisi non affrontata e assolutamente da risolvere è l’associazione Artigiani (foto) della Provincia di Varese«Esiste un problema al quale il Governo italiano dedica poca attenzione, ed è quello di pensare che la crisi globale non abbia ripercussioni sull’economia reale del nostro territorio e del nord Ovest – commenta Marino Bergamaschi, direttore Generale dell’associazione – La decisione presa dalla Whirlpool preoccupa seriamente, così come ci preoccupa la “salute” delle nostre microimprese. La politica italiana deve mettersi in gioco e sostenere ad ogni costo l’export e il made in italy, riducendo il costo della garanzia, rinviando gli studi di settore, detassando la 13esima, agevolando l’accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese. Stimolando la fiducia delle famiglie nei consumi. Ma, soprattutto, facilitare l’imprenditorialità con un credito agevolato e la costituzione di un fondo a favore delle pmi che l’Associazione Artigiani ha proposto alla regione Lombardia: il governatore Formigoni ha già dato la sua disponibilità».

Sugli effetti diretti di questi esuberi invece Gianni Mazzoleni (foto), segretario CNA Varese – Ticino Olona, è più cauto: non è ancora tempo di essere pessimisti, almeno finchè non si sapranno quali sono le decisioni definitive dell’azienda sulle sedi varesine. «Uno studio sull’indotto Whirlpool nell’artigianato era già stato presentato 4 anni fa, in occasione dei primi esuberi, nell’ambito del tavolo provinciale di concertazione – ha ricordato Mazzoleni – Uno studio in cui, in realtà, emergeva un modesto numero di imprese artigiane coinvolto enll’indotto. Anche se in realtà era difficile da verificare il vero impatto perchè le aziende fanno strani percorsi di business: tra le nostre associate, per esempio, c’è una azienda che croma dei pezzi destinati a Whirlpool mandate da una ditta di Pescara. L’indotto di prima mano non sembra comunque quantitativamente rilevante. Molto recentemente ho parlato con il presidente di CNA Como Guidali, che ha una ditta a Locate Varesino che lavora per Whirlpool. Mi raccontava di non avere avuto contraccolpi dalla crisi di 4 anni fa, e dall’apertura della produzione in Polonia: semplicemente, parte dei pezzi che realizza per loro ora va in Polonia e parte in Italia»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2008
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